Questo mese di dicembre sta per chiudere un anno dinamico e al tempo stesso impegnativo. È stato un periodo di ascolto e di umile apprendimento per me. Ho immaginato che tutt’intorno calasse una coltre di neve copiosa attutendo i rumori che circondano l’attività parlamentare e lasciandomi la possibilità di concentrarmi su questa nostra bella Italia che produce e lavora, che non si arresta mai, che resiste anche alle pandemie. Col favore del “silenzio” ho partecipato all’assemblea annuale di InnovUp, a quella di Assofintech, all’Alt-Finance Day organizzato da Politecnico di Milano e Consorzio Camerale Innexta, all’evento organizzato dal Polo della Sostenibilità a Palazzo Mezzanotte e al seminario annuale dell’Istituto Mercatus.

Fintech e insurtech, le imprese combattono contro norme inadeguate ai tempi

All’assemblea di InnovUp, associazione che raccoglie startup e parchi scientifici, mi sono ancora una volta emozionato e meravigliato di quanto le nostre ragazze e ragazzi (di tutte le età) siano in grado di pensare fuori dalla scatola e creare sacche di economia e società dinamiche e visionarie. All’assemblea di Assofintech ho riscontrato quello che purtroppo noto sempre: la politica e le istituzioni sono lente.  Una serie di procedure e cattive abitudini non ci consentono di stare al passo coi tempi e spesso di comprendere a pieno la realtà.  Tante nostre realtà imprenditoriali combattono con norme non al passo coi tempi. Pensiamo ad esempio alla non possibilità di dematerializzare le quote di srl, o ad altre limitazioni che spingono le nostre fintech e insurtech ad emigrare. Sono rincuorato dalla creazione del sandbox che ha sicuramente riacceso un lume di speranza – e forse dovremmo pensare ad applicare questa tipologia di strumento anche ad altri settori – ma so che ci sono importanti e nuove sfide da intraprendere. L’Alt-Finance Day, appuntamento annuale immancabile, che ci consegna il testo più completo in Italia sugli strumenti alternativi al canale bancario,  non è solo un momento per tirare le fila sui numeri (fortunatamente in crescita) del settore, ma anche per notare, contro ogni stereotipo, che la finanza non è rappresentata da terribili speculatori da punire con norme di montiana memoria quali la Tobin Tax, ma anche, e soprattutto, la conferma che in Italia ci sono tanti audaci professionisti in un settore tanto difficile quanto essenziale al fine di fornire sostegno all’economia reale.

Chi lavora davvero su sostenibilità e Esg come driver per la crescita

Mentre l’evento del primo Polo della Sostenibilità, composto dalle società V-Finance di Milano e Tecno di Napoli, e incentrato sulla sostenibilità come driver della crescita delle Pmi, mi ha mostrato come le nostre imprese sono pronte ad affrontare un tema di tendenza come gli Esg in modo concreto e senza inutili claim che talvolta ridicolizzano temi davvero importanti. Chiudo  con la conferenza annuale dell’Istituto Mercatus, think tank liberale e legato a doppio filo con realtà d’Oltreoceano come Americans for Tax Reforms di Grover Norquist e la International Property Rights Alliance, per evidenziare come la certezza del diritto (e in particolare quello di proprietà) e uno Stato leggero (meno tasse, meno burocrazia, meno norme), potrebbero fornire del terreno fertile ai talenti sopra citati e ai tanti che popolano tutti i settori e segmenti delle nostre economia e società. Cosa porto a casa da queste partecipazioni? Quali lezioni ho imparato? Uno spunto per ognuno di questi incontri, un po’ come una lista di doni che Babbo Natale mi ha già consegnato e su cui dovrò e vorrò lavorare nel 2022.