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Le comunicazioni satellitari aprono un nuovo fronte nei rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Washington prospetta ritorsioni contro le imprese europee se Bruxelles procederà con restrizioni considerate penalizzanti per operatori americani come SpaceX, proprietaria di Starlink. Al centro della controversia c’è l’accesso alle frequenze: una risorsa strategica per sviluppare i collegamenti diretti tra satelliti e telefoni cellulari.

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L’avvertimento americano alle imprese

Secondo il Financial Times, l’ambasciatore statunitense presso l’Unione europea, Andrew Puzder, ha avvertito che eventuali contromisure potrebbero avere conseguenze “devastanti” per le aziende europee, considerando il peso del mercato americano. Le dichiarazioni delineano una possibile risposta di Washington, senza indicare un pacchetto concreto di provvedimenti già adottati.

La partita delle frequenze

La proposta presentata dalla Commissione il 27 maggio riguarda le autorizzazioni per i servizi mobili satellitari nella banda dei 2 GHz, dopo la scadenza delle licenze attuali nel 2027. Bruxelles punta a una procedura di selezione europea, con condizioni comuni per operare nei diversi Stati membri. Il progetto interviene quindi sull’assegnazione dello spettro radio, decisivo per l’accesso al mercato di questi servizi.

Un mercato tra smartphone e satelliti

La banda interessata è adatta ai servizi Direct-to-Device, che consentono la comunicazione tra satelliti e dispositivi mobili. La Commissione ne sottolinea il valore per portare connettività nelle aree prive di copertura terrestre e per applicazioni legate a sicurezza e difesa. L’obiettivo dichiarato delle autorizzazioni comuni è permettere agli operatori di sviluppare servizi oltre i confini nazionali, riducendo la frammentazione regolatoria del mercato europeo.

Autonomia europea e accesso al mercato

Il contrasto riguarda il confine tra sovranità tecnologica e concorrenza internazionale. Secondo il Financial Times, Bruxelles vuole favorire una maggiore diversificazione dei fornitori, mantenendo l’apertura agli operatori extraeuropei; Washington contesta invece misure che ritiene discriminatorie. La minaccia di ritorsioni commerciali porta così una disputa sulle frequenze oltre il settore satellitare, coinvolgendo gli interessi delle imprese europee sul mercato statunitense.