L’attuale contesto economico europeo sembra essere sempre più caratterizzato da stagflazione, ovvero da alti livelli di crescita dei prezzi e da un’economia reale stagnante. Tale combinazione spesso coincide con un forte rialzo dei prezzi del petrolio e l’aumento dei costi per le materie prime e i beni energetici. Gli elementi ci sono dunque tutti in questo periodo che economicamente parlando risente della lunga pandemia da covid-19 e della forte instabilità venutasi a creare con il conflitto in Ucraina. C’è poi una forte crescita del tasso inflattivo, che interessa soprattutto i Paesi dell’area euro. Non si tratta di una condizione nuova per l’Italia e per il mondo, in cui contesto di stagflazione che ha già più volte riguardato l’economia. Cerchiamo di comprendere meglio il fenomeno della stagflazione anche attraverso il riferimento ai casi eclatanti della storia.
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Stagflazione, casi eclatanti della storia
Iniziamo subito col dire che, per caratteristiche, l’attuale scenario potrebbe ricordare molto quanto già avvenuto in Italia nel 1970, specialmente per alcuni indicativi aspetti chiave. Si tratta delle:
- persistenti perturbazioni dal lato dell’offerta che alimentano l’inflazione, precedute da un lungo periodo di politica monetaria altamente accomodante nelle principali economie avanzate;
- prospettive di indebolimento della crescita;
- vulnerabilità che i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo devono affrontare parallelamente all’inasprimento della politica monetaria che sarà necessaria per frenare l’inflazione.
Sul tema il Messaggero ha riportato le dichiarazioni a Teleborsa di Federico Francini, country manager Italia di Workday, che però, rispetto agli anni ’70 ravvede delle profonde differenze. “Stiamo vivendo un momento molto differente dalla crisi petrolifera degli anni ‘70 – ha detto Francini – Innanzitutto si arrivava in quel decennio forti di una robusta crescita economica che aveva caratterizzato il miracolo economico italiano degli anni ’50 e ’60: eravamo in un periodo storico dove tutta la produzione industriale era vincolata ai combustibili fossili e durante la Guerra del Kippur (con l’embargo del petrolio arabo) l’Europa di fatto si fermò a causa della carenza della materia prima con il conseguente aumento spropositato dei prezzi dell’energia (ricordiamo che nel 1972 in meno di 12 mesi il prezzo del petrolio si quadruplicò). La rigidità del mercato non riuscì ad assorbire lo shock petrolifero e solo una svalutazione monetaria della Lira attenuò le conseguenze di quella situazione. Oggi, invece, arriviamo da una crisi economica del 2008, da due anni di pandemia e siamo nel mezzo di un conflitto tra Ucraina e Russia con l’isolamento energetico ed economico di quest’ultima”.
“Le dinamiche – ha aggiunto Francini – sono estremamente diverse: c’è stata una risposta politica e monetaria (a livello europeo e non nazionale come avvenne negli anni ’70) che ha permesso di allontanare scenari peggiori fornendo una ripresa economica che, solo in parte, è stata attenuata dal confitto”.
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Stagflazione, cosa fare?
Cosa dovrebbe fare dunque l’Europa in questa fase? Siamo in un periodo di forte inflazione contraddistinto non da eccessi di domanda o dal surriscaldamento dell’economia, ma dall’accorciamento delle catene del valore e dalla crisi geopolitica. Questo renderebbe più difficile una politica monetaria di contrasto, ma tuttavia le soluzioni avanzate dagli esperti non mancano.
Secondo Henning Vöpel del CEP, Centro per le Politiche Europee, una possibile reazione potrebbe essere quella di spingere il mondo intero verso una recessione controllata, prima di doversi trovare a subirla senza controllo della sua dinamica. Secondo Vöpel dovrebbe dunque ridurre “il livello della domanda aggregata, in modo che quando l’offerta diminuisce non vi sia un eccesso di domanda in grado di provocare inflazione” e “le aspettative d’inflazione”. Il problema in questo caso potrebbe essere quello di arrivare ad un livello di stagflazione ben peggiore di quello degli anni ’70, con una recessione molto accentuata e una inevitabile spinta inflattiva.
















