Spese sportive detraibili

Nel Modello 730/2022 è possibile portare in detrazione fiscale le spese sportive sostenute dai contribuenti per i figli di età compresa tra i 5 e 18 anni. Tali spese non rientrano tra quelle presenti nel modello precompilato, motivo per il quale dovranno essere inserite dai singoli contribuenti in linea con le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate. Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta, cercando di evidenziare gli importi massimi e le modalità di funzionamento della detrazione.

Le spese sportive per i figli detraibili

Come accennato in precedenza, potranno essere portate in detrazione dei redditi le spese sostenute per l’attività sportiva dei figli di età compresa tra i 5 e i 18 anni. Al di sotto e al di sopra di tale soglia d’età non si avrà diritto alla detrazione, con l’unica eccezione rappresentata dal fatto che tale requisito sussista anche solo per una parte dell’anno (se il figlio ha compiuto 18 anni a giugno 2022 si potrà comunque beneficiare della detrazione). Altro aspetto fondamentale è che il bambino iscritto ad attività sportive sia a carico del contribuente che presenta la dichiarazione dei redditi.

C’è poi una soglia di reddito. La detrazione per spese sportive dei figli a carico spetta infatti, in maniera totale, a coloro che hanno un reddito non superiore a 120mila euro. Oltre tale limite andrà a ridursi progressivamente fino ad annullarsi per chi ha un reddito pari o superiore a 240mila euro. La detrazione, nella misura del 19% e per un importo massimo di 210 euro, per essere ottenuta dovrà essere supportata dall’opportuna documentazione e, dunque, le spese sportive andranno sostenute con sistemi di pagamento tracciabili.

Il Decreto Ministeriale del 28 marzo 2007, indica poi tutte le spese per attività sportive dei figli a carico che possono essere portate in detrazione del 19%. Si tratta di: attività sportive svolte presso associazioni sportive, ossia società e associazioni sportive dilettantistiche che nella propria denominazione sociale presentano la specifica denominazione di ADS, Associazione dilettantistica sociale; attività sportive eseguite presso palestre, piscine e altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica dilettantistica. Vengono invece escluse le spese sostenute in associazioni che non rientrano nella definizione di sportiva dilettantistica, quali quelle che non hanno ottenuto il riconoscimento del CONI o delle rispettive Federazioni sportive nazionali o enti di promozione sportiva; le società di capitali di cui alla legge 23 marzo 1981, n. 91 (sport professionistico); le associazioni non sportive (ad esempio, associazioni culturali) che organizzano corsi di attività motoria non in palestra.