La corsa allo spazio di Elon Musk cambia scala e mette al centro la Louisiana. SpaceX ha annunciato un investimento da 100 miliardi di dollari per realizzare a Pecan Island, nella Vermilion Parish, quello che nelle intenzioni della società diventerà il suo più grande polo di lancio al mondo. Un progetto che va ben oltre la costruzione di nuove rampe: l’obiettivo è creare una vera cittadella industriale dello spazio, capace di sostenere migliaia di missioni ogni anno e di ridisegnare economia, occupazione e infrastrutture di una vasta area della costa del Golfo.
Un investimento da 100 miliardi e dieci rampe di lancio
Il nuovo complesso, battezzato Starbase Louisiana, sorgerà su un’area di circa 125 mila acri e sarà il quarto sito di lancio di SpaceX negli Stati Uniti, oltre che il più esteso. Il piano prevede cinque complessi con due rampe ciascuno, impianti per la produzione dei propellenti, generazione autonoma di energia, strutture per la lavorazione dei veicoli spaziali e alloggi destinati ai dipendenti. La costruzione dovrebbe partire nel 2027, mentre il primo lancio di Starship è indicato già per il 2029, anche se la piena operatività dipenderà dall’evoluzione tecnologica del sistema e dalle autorizzazioni regolatorie.
Oltre 11 mila posti tra occupazione diretta e indotto
La dimensione economica dell’operazione non si esaurisce nel valore dell’investimento. Secondo le stime di Louisiana Economic Development, SpaceX dovrebbe creare 3 mila nuovi posti di lavoro diretti nell’arco di dieci anni, con una retribuzione media annua prevista di 92.600 dollari, pari al 192% in più rispetto alla media della Vermilion Parish. L’agenzia statale calcola inoltre oltre 8.100 posti indiretti, portando a più di 11.100 le opportunità occupazionali complessivamente associate al progetto nella regione dell’Acadiana. Numeri che spiegano perché l’amministrazione locale consideri Starbase uno dei maggiori programmi di sviluppo industriale mai annunciati nello Stato.
Incentivi, fornitori e oltre 820 milioni ai territori
La Louisiana accompagnerà l’investimento attraverso un pacchetto di incentivi pubblici subordinato agli impegni su capitale e occupazione, mentre SpaceX parteciperà ai programmi statali dedicati alle attività aerospaziali e ai posti di lavoro ad alto impatto. Sul fronte locale è stato inoltre concordato un sistema di pagamenti sostitutivi delle imposte: 25 milioni di dollari l’anno per 25 anni, con incrementi progressivi, più 20 milioni iniziali. Secondo lo Stato, il meccanismo dovrebbe generare oltre 820 milioni di dollari di versamenti diretti agli enti locali. A questo si aggiunge una donazione da 25 milioni alla Community Foundation of Acadiana e l’apertura della catena di fornitura alle imprese della Louisiana.
La partita ambientale sulle zone umide del Golfo
La scala dell’operazione apre però anche il dossier più delicato: quello dell’impatto sulla costa della Louisiana, un ecosistema fragile e importante per numerose specie di uccelli migratori. SpaceX sostiene che ampie porzioni dell’area resteranno prive di infrastrutture e ha annunciato programmi di tutela e recupero delle paludi e degli habitat, lavorando con le autorità ambientali statali. Organizzazioni locali hanno invece chiesto maggiore trasparenza e un confronto pubblico approfondito sui possibili effetti di lanci, rumore e attività industriali. Il punto sarà conciliare l’ambizione di trasformare Pecan Island in un hub aerospaziale globale con la conservazione di un territorio già esposto all’erosione e alla perdita delle zone umide.
















