Sotto il cappello del franchisoril business diventa anticiclico

Partiamo da un dato di fatto: il settore del franchising è da sempre anticiclico. Storicamente, affidarsi al franchising anche in momenti di crisi è un ottimo modo per dare una prospettiva al proprio business e per concretizzare in maniera efficace la voglia di imprenditorialità. Una formula che tiene anche sul lungo periodo, visto che nell’ultimo decennio – caratterizzato dalla pesante crisi post Lehman Brothers – il giro d’affari del sistema franchising nel nostro Paese è cresciuto del 17% e il numero di imprese estere che hanno deciso di investire in Italia è aumentato del 35,8%. Inoltre, dal 2014 a oggi gli occupati sono cresciuti del 10,9%, i punti vendita dell’8,3% e il giro d’affari complessivo del 7,8%.

Giro d’affari e insegne

La conferma della vitalità del settore viene dal Rapporto Assofranchising 2019, che è un susseguirsi di segni positivi: +3,4% di insegne, +4,5% di punti vendita, +3,8% di occupati +2% di fatturato globale. Nel 2018, il franchising ha generato un giro di affari di oltre 25 miliardi di euro e ha dato lavoro a più di 200mila persone. E già il 2017 era stato un anno record, uno dei migliori di sempre per giro d’affari e addetti occupati. Il franchising italiano si è fatto onore anche all’estero, con un +7,6% nel numero dei punti vendita. A loro volta, anche i master di franchisor stranieri in Italia confermano il trend positivo: +1,4%, che diventa +21,7% sul 2017 per le reti straniere operanti in Italia con solo franchisee ma sede legale in un altro Paese. Il rapporto Assofranchising 2019 ha esaminato 961 insegne, 861 delle quali italiane di cui 174 presenti anche all’estero. A livello regionale, la Lombardia si è confermata l’area con più insegne (268), seguita dal Lazio con 107 e dal Veneto con 90. Seguendo la ripartizione geografica delle Aree Nielsen, il Sud (Area 4) nel 2018 ha conquistato il primo posto per fatturato e numero di punti vendita, a scapito del Nord-Ovest (Area 1) in testa fino al 2017, che ha primeggiato invece per addetti occupati.

Una formula che “tiene”. Nell’ultimo decennio, dopo la crisi post Lehman Brothers, il giro d’affari del sistema franchising nel nostro Paese è cresciuto del 17 per cento

Volano di occupazione

Numeri positivi anche per quanto riguarda l’occupazione che, come abbiamo visto, è cresciuta di quasi il 4% rispetto al 2017 e dell’11% rispetto al 2014, a testimonianza della capacità del settore di generare posti di lavoro e di spingere l’imprenditorialità. Sono sempre di più, infatti, gli italiani che scelgono il franchising come strumento per diventare imprenditori di sé stessi. Si tratta per lo più di giovani, attirati dalle tutele offerte dal settore e dagli investimenti vantaggiosi: quasi il 90% dei franchisee presenti in Italia ha un’età compresa tra i 25 e i 45 anni. I franchisee ra i 36 e i 45 anni rappresentano oltre il 64% del totale, seguiti da imprenditori ancora più giovani, compresi fra i 25 e 35 anni, che sono il 24,6%. Anche le donne giocano un ruolo da protagoniste: il franchising al femminile, infatti, incide sul totale dei licenziatari per il 35,6%.Si aggiungono, a stimolare la voglia di franchising, la formazione e l’aggiornamento, due dei punti cardine dei contratti di affiliazione. Tra gli aspetti più invitanti della formula del franchising spicca infine l’accessibilità al sistema: il 34,3% degli investimenti richiesti per affiliarsi non supera i 20mila euro, mentre il 50% si attesta nella fascia compresa fra 20 e 100mila euro.

Franchising da mangiare. I settori della ristorazione e dell’alimentare trainano le affiliazioni, con tassi di crescita a doppia cifra e con un numero di occupati superiore a quello di altri comparti più ricchi

Chi sale, chi scende

Ristorazione e alimentari specializzati hanno fatto registrare un 2018 brillante. Il comparto che raggruppa bar, gelaterie, pub e pasticcerie ha segnato un +20% sul 2017, con un giro d’affari di oltre 447 milioni di euro e più di 5.500 occupati. L’alimentare specializzato, grazie ai negozi dedicati a diete ed esigenze alimentari particolari, ha visto incrementare il proprio fatturato del 23,3% superando i 227 milioni di euro. Tra i settori in calo, invece, si segnalano le librerie (-19,2%) e le profumerie (-15,5%). Giù anche, seppur di poco (-2%), il settore della GDO Food, che mantiene comunque un fatturato superiore ai 7 miliardi di euro e che incide per il 30,9% sul totale del giro di affari del franchising in Italia. Nel 2018 sono aumentati anche i punti vendita delle catene tempo consolidate al di fuori del territorio nazionale, che oggi superano i 10.800 negozi: +7,6% sul 2017.

Franchising, questo… conosciuto

A testimonianza del fatto che quella del franchising è una formula di successo c’è anche la cosiddetta “awareness” che ha tra gli italiani. Da uno studio condotto dall’Istituto Piepoli e commissionato da Assofranchising a maggio 2019 risulta che oltre il 50% di essi conosce e apprezza il franchising. Il 74% di queste persone, inoltre, pensa che rappresenterà la formula del futuro. Dalla ricerca, che ha analizzato le risposte di un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne, segmentato per sesso, età, livello di istruzione, e ripartizione geografica, risulta inoltre che i principali motivi per cui si preferisce acquistare presso un punto vendita in franchising sono la notorietà e l’affidabilità del marchio, gli sconti dedicati, la vasta gamma di prodotti disponibili e la loro qualità. Chi ha dichiarato di conoscere le insegne che operano in questo settore pensa, inoltre, che in futuro le reti in franchising sul nostro territorio avranno una crescita ulteriore. A tastare il polso del mercato, infine, penserà il Salone Franchising Milano (Fieramilanocity, 24-26 ottobre), appuntamento autunnale giunto alla 34esima edizione, che si propone come evento professionale della distribuzione orientato a supportare l’incontro tra franchisor, franchisee e potenziali franchisee. L’obiettivo del Salone è quello di sviluppare innovazione nella filiera del commercio, vista nella sua complessità: e-commerce, retail, comportamenti d’acquisto, servizi, tecnologie e marketing.