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Ecosistemi industriali green, la ricetta di Acea

A Ecomondo il Gruppo ha portato la sua visione di circular economy e nuovi modelli di business. A partire da mobilità elettrica, Gasiforming, compostaggio smart, l’app con protagonista la rete idrica e i “nasoni”

20 Novembre 2021

Redazione Web
Ecosistemi industriali green, la ricetta di Acea

Acqua, aria, mobilità, waste. Non si può parlare di sostenibilità senza affrontare questi argomenti. Ed è quello che ha deciso di fare Acea, la società multiservizi italiana attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei settori idrico, energetico e ambientale, a Ecomondo, la più importante fiera della green e circular economy dell’area euro-mediterranea, svoltasi a fine ottobre a Rimini. In uno stand di 200 metri quadrati, il gruppo ha presentato i suoi progetti per un Paese più sostenibile: hanno tutti in comune un modello di sviluppo che mira alla transizione verso un ecosistema industriale sostenibile e l’impegno concreto per progettare e costruire città intelligenti all’insegna dell’innovazione tecnologica e della green e circular economy.

La sostenibilità, infatti, è un elemento strutturale delle attività di business di Acea che ha previsto nel suo Piano industriale 2020–2024 investimenti pari a 2,1 miliardi di euro per il raggiungimento di target ecocompatibili, tra i quali la riduzione delle emissioni di CO2 e l’utilizzo di energia verde. Gli ultimi passi, in ordine di tempo, su questa strada sono stati presentati a Ecomondo con progetti che spaziano dallo sviluppo di nuove tecnologie al servizio di una gestione più sostenibile dei rifiuti, al risparmio delle risorse idriche, dal biomonitoraggio della qualità dell’aria alla diffusione della mobilità elettrica.

Nel piano industriale 2020-2024 Acea ha previsto investimenti pari a 2,1 miliardi di euro per raggiungere target green

Il testimonial di Acea a Ecomondo è stato Robidone, un piccolo robot verde che ha raccontato ai visitatori dello stand i business e i progetti sostenibili del Gruppo. Icona dell’educazione ambientale e costruito utilizzando solamente materiali riciclati, Robidone è destinato a diventare un simbolo della nuova Green Technology, un punto di riferimento per le scuole e per tutti i soggetti coinvolti nell’educazione ambientale. Informarsi è importante, ma lo sono altrettanto i progetti messi a terra da Acea, tra i quali il più complesso è certamente il Gasiforming, un nuovo procedimento tecnologico che permette di trasformare il mix di plastiche non riciclabili che sarebbero destinate alla discarica o ai termovalorizzatori, in ecocarburanti, secondo i principi dell’economia circolare.

Sviluppato da Acea Ambiente con Instm, (Consorzio Interuniversitario per la Scienza e Tecnologia dei Materiali) e Politecnico di Milano, questo trattamento a impatto zero, grazie alla gassificazione, spezza la struttura molecolare delle plastiche fino ad arrivare a una miscela di monossido di carbonio e idrogeno che è alla base della produzione della maggioranza dei composti organici commercializzati dall’industria chimica. Nella stessa ottica si inserisce anche il progetto Acea Smart Comp, realizzato in collaborazione con Enea e Università della Tuscia, che ha come obiettivo il trattamento diffuso e partecipato del rifiuto organico prodotto dalle grandi utenze (mense, ospedali, centri commerciali, aeroporti, stazioni). L’obiettivo del Gruppo è l’installazione di 150 Smart Comp entro il 2024 per realizzare un modello delocalizzato e condiviso di gestione dei rifiuti pari a quella di un impianto tradizionale necessario per una città di 150mila abitanti: si eliminano così la raccolta e il trasporto dei rifiuti organici e si garantisce la riduzione delle emissioni di sostanze clima alteranti togliendo dalle strade 3.000 camion e non percorrendo circa 3,6 milioni di chilometri con mezzi pesanti.

Nello stand di Ecomondo era presente anche Acea Innovation, la società del Gruppo che ha la mission di ricercare, sviluppare e realizzare servizi innovativi associati al mondo dell’energia. Il piano industriale 2020-2024 prevede la creazione di una rete di 2.200 colonnine distribuite su tutto il territorio nazionale, per un investimento totale di 29 milioni di euro e la società ha già installato nel territorio romano più di 100 stazioni di ricarica per veicoli elettrici realizzando, nel contempo, progetti in Comuni dell’Umbria, del Trentino, della Toscana, della Puglia e della Campania.

Per sensibilizzare sui temi della tutela della risorsa idrica e del minor utilizzo di plastica, Acea ha sviluppato Waidy wow, un’app che, attraverso la mappatura di oltre 50.000 punti idrici, promuove il consumo responsabile dell’acqua e contribuisce al raggiungimento di importanti obiettivi di sviluppo sostenibile come la riduzione della plastica monouso. Waidy, acronimo di “water identity”, nasce nel giugno del 2019 da un team di dipendenti del Gruppo Acea che ha partecipato all’Innovation Garage, il primo programma di imprenditorialità, ideato per promuovere la cultura dell’innovazione. Con l’app è possibile misurare l’impatto di sostenibilità, monitorare il fabbisogno idrico, aggiungere punti di erogazione non presenti sulla mappa, segnalare anomalie alla rete idrica e restare aggiornati con storie e curiosità green sul mondo dell’acqua. È possibile, inoltre, creare un percorso a piedi, in bici o di corsa o selezionare uno dei percorsi multimediali e tematici suggeriti da Waidy Wow.

A Ecomondo è stato presentato anche il monitoraggio ambientale totalmente innovativo che, al posto delle solite centraline di controllo, fa scendere in campo le api e le loro arnie. Infatti, Acea ha avviato, in via sperimentale, insieme agli esperti di Apicoltura urbana di Urbees e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, un progetto di biomonitoraggio ambientale attraverso l’utilizzo di circa 150mila api, riunite in tre arnie, che si muovono in un’area di circa sette chilometri quadrati nell’impianto di recupero energetico dei rifiuti di San Vittore del Lazio. Questo controllo permette di rilevare gli effetti dell’inquinamento osservando i parametri biologici degli organismi viventi e le api, creature molto sensibili ai cambiamenti ambientali, sono considerate per queste ragioni tra le migliori “sentinelle dell’ambiente”. I loro apiari, quindi, sono diventati delle vere e proprie centraline ambientali, oltre che delle operose fabbriche del miele che viene poi confezionato, a scopi dimostrativi, in vasetti con il logo Acea Ambiente.

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