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L'alluminio, il metallo eterno riciclabile infinite volte

Cial - Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio - spiega a Economymagazine le peculiarità di questo materiale

Marco Scotti
L'alluminio, il metallo eterno riciclabile infinite volte

Con 47.400 tonnellate di imballaggi in alluminio riciclate nel 2020, pari al 68,7% delle complessive 69.000 tonnellate immesse sul mercato - cui vanno aggiunte 4.500 tonnellate di imballaggio sottile destinato alla termovalorizzazione - l’Italia si conferma anche per il 2020 tra le eccellenze a livello europeo per quantità di alluminio riciclato prodotto. Questi i numeri principali presentati all’assemblea annuale delle 250 imprese consorziate CIAL – Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio tenutasi a Milano lo scorso 14 maggio.

Puntiamo la lente ed approfondiamo il discorso. In particolare, sono oggi 5.448 i Comuni e circa 47 milioni i cittadini attivi nella raccolta differenziata dell’alluminio con cui CIAL collabora, nell’ambito dell’Accordo Quadro Anci-Conai, su tutto il territorio nazionale. Numeri importanti che hanno consentito di mantenere il trend positivo della raccolta differenziata gestita dal Consorzio negli ultimi anni, seppur con un calo sia dell’immesso (-6%) sia delle quantità riciclate (-7%) riconducibile alla crisi economico-industriale che ha colpito il Paese e il sistema globale in seguito alla pandemia da Covid-19. Ne parliamo con Stefano Stellini, responsabile relazioni esterne e comunicazione del Consorzio.

Che impegno si assume Cial dal 1997?

È per un’industria pulita, per il rispetto dell’ambiente, per l’eliminazione delle discariche e per la valorizzazione economica delle risorse riutilizzabili che CIAL opera da oltre 20 anni. Il Consorzio, che non ha fini di lucro, è nato nel novembre del 1997 con l’obiettivo di avviare al recupero e al riciclo gli imballaggi di alluminio giunti al termine del loro ciclo vitale e provenienti dalla raccolta differenziata effettuata dai singoli Comuni. Fin dal debutto agisce su due fronti. Da un lato riunisce i protagonisti dell’intera filiera industriale stimolando uno sviluppo sostenibile del comparto e dall’altro promuove iniziative su tutto il territorio nazionale tese a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza del riciclo dell’alluminio, preziosa materia prima, la cui la rivalorizzazione garantisce indiscussi vantaggi economici, sociali e ambientali. Qualsiasi prodotto al termine del suo ciclo di vita ha di fronte due strade. O viene dismesso e successivamente smaltito oppure – se possibile - viene avviato al recupero, al riciclo o al riutilizzo. Da questo punto di vista l’alluminio è un materiale straordinario, ‘permanente’ a tutti gli effetti: è infatti riciclabile al 100% e all’infinito, essendo in grado di conservare in eterno le sue proprietà strutturali. Basti pensare che oltre il 75% dell’alluminio da sempre prodotto è tutt’ora in circolo.

Quali sono i capisaldi della sostenibilità per il Consorzio?

Fin dalla sua fondazione, CIAL si è fatto portavoce di un concetto evoluto di sostenibilità, capace di stimolare la cooperazione dei vari attori coinvolti nella filiera degli imballaggi in alluminio. È una questione di responsabilità circolare che prevede che tutti concorrano al raggiungimento degli obiettivi generali di raccolta e di riciclo. Ognuno faccia la propria parte. Le aziende produttrici/utilizzatrici rispettino le regole e abbiano sempre ben in mente le possibili conseguenze ambientali connesse a quanto viene immesso sul mercato. La Pubblica Amministrazione si occupi di predisporre un sistema adeguato di Raccolta Differenziata. E il cittadino/consumatore sia sempre consapevole dell’importanza delle sue scelte in fase di acquisto dei prodotti e del suo comportamento nella gestione domestica dei rifiuti.

Oggi si tende quasi a dare per scontate la dimensione ecologica degli imballaggi in alluminio e le virtù intrinseche che rendono questo materiale un alleato naturale della svolta green in atto: leggero, protettivo, ideale per la conservazione dei cibi, flessibile e soprattutto riciclabile all’infinito e facile da raccogliere e differenziare. È però giunto il momento di tornare a sensibilizzare istituzioni, aziende e cittadini e farli sentire attori protagonisti, nelle decisioni e nelle scelte quotidiane, di un’economia circolare basata sull’azione responsabile di ognuno. Il nuovo concetto di Responsabilità Circolare, al centro tra l’altro della nuova campagna ADV del Consorzio (firmata e prodotta da Take, agenzia di comunicazione di Next Group), nasce proprio con l’intento di affermare che la sostenibilità e la transizione ecologica sono un obiettivo praticabile e perseguibile da tutti, nella vita reale.

C'è un tema molto interessante relativo alla progressiva diminuzione del peso degli imballi con conseguente riduzione delle emissioni: volete ricordarci in che cosa consiste?

Fra i traguardi prioritari di CIAL vi è quello di incoraggiare le imprese consorziate ad adottare pratiche sostenibili, a tutto vantaggio dell’ecosistema che ci circonda. Sintomatici, in tal senso, i dati riportati dal recente studio ‘Imballaggi in alluminio. Trend evolutivo degli ultimi 20 anni’ (Packaging Meeting srl – ottobre 2020) che evidenziano la progressiva evoluzione in chiave ambientale delle imprese consorziate e il loro costante impegno finalizzato, ad esempio, a ridurre lo spessore e di conseguenza il peso - misurabile in grammi, trattandosi di un materiale per natura molto leggero - del packaging in alluminio prodotto.

Un esempio può servire a rendere l’idea. Grazie alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, il peso di una lattina per bevande da 33 cl è passato dai 14 g del 2000 ai 12,2 g attuali, con un calo del 12%. Per la tutela dell’ambiente, sono grammi ‘pesantissimi’ che, moltiplicati per i milioni di lattine prodotte ogni anno, si trasformano in tonnellate risparmiate in fase di produzione.

Inoltre, dati alla mano, negli ultimi 20 anni, grazie al progressivo incremento delle attività di riciclo e di riutilizzo, per la produzione di imballaggi sono state risparmiate in totale 107mila tonnellate di alluminio, che si traduce in mancate emissioni serra pari a 936.000 tonnellate di CO2 equivalenti.

La lavorazione dell'alluminio richiede alte temperature ed è abbastanza energivora: si può fare qualcosa in termini di sostenibilità anche da quel punto di vista?

Per ogni tonnellata di alluminio riciclato si risparmiano mediamente 9 tonnellate di CO2. Creare nuovo alluminio da alluminio riciclato garantisce un risparmio del 95% di energia rispetto ai processi di produzione di alluminio primario ricavato dalla bauxite. Già questo è un grande risultato. Se poi consideriamo che un prodotto in alluminio conserva in sé l’energia per essere riciclato infinite volte, è evidente che i benefici si moltiplicano. La soluzione è quindi quella del riciclo. E in questo il nostro Paese è un vero campione.

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