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sustainability & circular economy

L’azienda si valuta con la sostenibilità sociale

Investire in sostenibilità oggi è indispensabile per aumentare la competitività e il valore: l’analisi dei consulenti della società Nexumstp attraverso l’esperienza di Ambire Società Benefit

Alessandro Faldoni
L’azienda si valuta con la sostenibilità sociale

Paolo Stern, presidente Nexumstp

La sostenibilità guida l’agenda economica. Cosa possono fare le Pmi italiane sul tema? Si tratta per loro di un fardello operativo che interviene in un contesto di congiuntura difficile o di una opportunità di sviluppo nuovo e duraturo? 

Paolo Stern, presidente di Nexumstp, la società di consulenza specializzata nell’assistenza alle Pmi, evidenzia come le aziende italiane non possano farsi trovare impreparate, il rischio è quello di non intercettare i fondi del Next Generation EU. Eventualità che causerebbe l’impossibilità di ripartire per molte attività. 

«Un’operazione di mero greenwashing - sostiene Stern - sarebbe una inutile e controproducente scappatoia con enormi rischi per l’impresa di perdita di fiducia del mercato e per la reazione di stakeholder ingannati da comportamenti solo enunciati. Le Pmi devono fare le cose nel modo giusto investendo tempo e denaro per raggiungere risultati concreti. Indispensabile per affrontare temi solo apparentemente distanti dalla quotidianità aziendale è avviare una prima riflessione interna sulle performance sociali, verificare i vari possibili punti critici e pianificare azioni di miglioramento certificate da una rendicontazione sociale. 

Pensiamo a strumenti aziendali, quali i bilanci di sostenibilità, le certificazioni etiche, il welfare aziendale, la parità di genere, che sembravano appannaggio delle grandi organizzazioni e invece devono entrare nel mondo delle Pmi. Saper fare bene il proprio lavoro valorizzando i collaboratori segna sempre di più il confine tra l’impresa capace di competere, di agganciare nuovi mercati, attrarre i migliori talenti rispetto a realtà che hanno fondato la tenuta economica sulla violazione delle norme. Per queste imprese il pericolo non è più solo rappresentato da sanzioni e controlli della pubblica amministrazione ma da ripercussioni negative del mercato stesso». 

Aggiunge Stern: «È fondamentale il ruolo giocato dai servizi di consulenza alle imprese che hanno il compito di rendere semplici questioni complesse traducendo nel linguaggio dell’imprenditore, della fabbrica, del negozio o del magazzino, concetti spesso trasmessi con un gergo difficile e lontano». Tra le esperienze che alcune aziende stanno affrontando c’è il percorso di trasformazione in Società Benefit. Si tratta di società che, ai sensi della Legge 208 del 2015, intendono perseguire, oltre al fine di lucro, una o più finalità di beneficio comune nei confronti di persone, comunità, territori, ambiente, beni e attività culturali e sociali, associazioni. Maurizio Bottari, a.d. di Ambire SB (Società Benefit), società del Gruppo Nexum operante nella consulenza direzionale di selezione, gestione e sviluppo delle persone e di change management culturale e organizzativo, evidenzia che «tali benefici comuni devono declinarsi e misurarsi in modo responsabile, sostenibile e trasparente». Ambire SB è passata attraverso il percorso di trasformazione in benefit, esplicitando i suoi valori consapevole della coerenza dei propri comportamenti aziendali e integrando quindi il proprio oggetto sociale rispetto alla preesistente unica finalità di profitto. L’orientamento all’impatto sociale si è concretizzato ancorandosi a 3 dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030: istruzione di qualità, parità di genere, lavoro dignitoso e crescita economica. «Compresa da tutti l’urgenza inerente la salvaguardia del pianeta, è evidente che dei fattori Esg (environmental, social, governance), che compongono il generale ambito della sostenibilità, siano proprio la “S” e la “G” i vettori innovativi di trasformazione di persone, organizzazioni, sistemi. - prosegue Bottari - Indiscutibilmente quello sociale è il fattore indispensabile per un’effettiva generazione di impatto da parte delle imprese: basti pensare al welfare, allo smart working, alle logiche di management agile. Molte aziende, senza rendersene conto, già operano in coerenza con i fattori Esg, coniugando naturalmente le loro attività profit e benefit. Esserne consapevoli e misurare i benefici comuni che ne derivano, comunicandolo efficacemente, è un esame di maturità apprezzato dal mercato e dalla finanza». 

Proprio il mondo della finanza verificherà sempre più, oltre ai tradizionali risultati economici, il coefficiente di sostenibilità di un’azienda. «Trasformarsi in Società Benefit aumenta il tasso reputazionale e dunque il valore dell’azienda, potenziandone la competitività e collocandola in una più ampia visione di attrattività per un investitore», conclude Bottari.

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