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ESG INVESTING

Matthieu David, Candriam: investendo s’impara a costruire il futuro

Pioniera nel settore degli investimenti sostenibili, Candriam dal 2017 condivide il proprio know how con la sua Academy. Aperta a tutti (anche a chi non appartiene al mondo della finanza) e completamente gratuita

Riccardo Venturi
Investendo s’impara a costruire il futuro

Sensibilizzare, educare e accrescere le conoscenze degli intermediari finanziari in materia di Sri (Sustainable and responsible investments, investimenti sostenibili e responsabili), attraverso un’innovativa piattaforma online che presenta contenuti e materiali stimolanti e operativi, tra cui video, case study, grafici e brevi quiz. È l’obiettivo di Candriam Academy, fondata nel 2017 dal gestore patrimoniale globale, che è anche pioniere e leader riconosciuto proprio nel settore degli investimenti sostenibili. «Sebbene sia stata concepita in funzione delle esigenze degli intermediari, la nostra Academy è gratuita e aperta a tutti» dice Matthieu David (nella foto), head of Italian branch di Candriam, «l’abbiamo lanciata dopo che un nostro studio ha dimostrato che nonostante il 60% dei distributori fosse convinto del valore aggiunto degli investimenti Sri e più del 70% prevedesse un incremento in fondi gestiti con questo approccio nel corso dei successivi 10 anni, la distribuzione rimaneva limitata a causa di una carenza di informazioni disponibili». La Candriam Academy è stata pensata proprio per fare cultura, accrescere la consapevolezza in materia di Sri e dimostrare come i criteri di sostenibilità non siano in opposizione con l’ottenimento di una buona performance, ma al contrario la favoriscano. «Gli operatori economici svolgono un ruolo importante nel garantire lo sviluppo di un’economia sostenibile e responsabile» sottolinea David, «questa è una responsabilità che, in qualità di gestore patrimoniale, Candriam prende molto seriamente».

Il posizionamento e l’esposizione di un’azienda in termini Esg influenzano la sua competitività e il suo valore a lungo termine

L’Academy era stata pensata in funzione delle esigenze degli intermediari finanziari, ma il suo raggio di azione si è via via ampliato. È gratuita e aperta a tutti coloro che hanno interesse in queste tematiche, sia per informazione personale, sia per avere una valida base di partenza per approfondire concetti utili anche a livello professionale. «Attualmente L’Academy conta 5.500 membri provenienti da 30 Paesi di tutto il mondo» precisa l’head of Italian branch di Candriam, «con background molto diversificati, tra cui investitori istituzionali, fund selector, private bankers, consulenti finanziari, investitori retail, media e studenti». L’Academy è accreditata da parte della European financial planning association (Efpa) ed è disponibile in italiano e in inglese. Di recente ha ampliato la propria attività al mercato statunitense, per consentire ai consulenti locali di interagire in maniera più efficiente con i propri clienti, illustrando loro le modalità con cui gli investimenti sostenibili possono migliorare i loro portafogli a lungo termine, allineandosi ai loro valori. 

La Candriam Academy è online, vi si può accedere liberamente e si può completare secondo le tempistiche del singolo iscritto. Fornisce diversi moduli di formazione per un’introduzione approfondita alle tematiche Sri, da una generale introduzione fino ad approfondire alcune tematiche. Al termine di ogni modulo un test verifica le conoscenze acquisite; una volta superati tutti si completa il corso e si ottiene un certificato. «L’Academy non è un monolite, ma evolve per includere i temi di maggiore attualità che animano il dibattito sul tema» rimarca David, «a ottobre 2020, per esempio, è stato lanciato il nono modulo del percorso formativo, dedicato all’economia circolare, un tema che sta diventando sempre più centrale. Secondo il Circular gap report 2020, infatti, attualmente il mondo può dirsi “circolare” soltanto all’8,6%: abbiamo davanti a noi una lunga strada ancora da percorrere. Il nuovo modulo contribuisce a creare maggiore consapevolezza sul fatto che la transizione verso la circolarità rappresenta un potenziale sia per la crescita economica, sia per la sostenibilità ambientale». 

La metodologia è fondamentale

Per Candriam, gli investimenti responsabili si basano sulla convinzione che la valutazione di una società non sia solo un calcolo di criteri finanziari, come i ricavi e la crescita dei margini. «Fondamentalmente crediamo che anche il posizionamento e l’esposizione di un’azienda in termini di fattori ambientali, sociali e di governance (Esg) influenzino la sua competitività e il suo valore a lungo termine» precisa David, «inclusa la capacità di interpretare lo sviluppo del business senza creare conflitti con i vari stakeholder, dai dipendenti alla catena dei fornitori, fino alle comunità locali». Nel 2018 Candriam ha esteso a tutti i fondi il processo di esclusione legato ad attività controverse in relazione a carbone termico, tabacco, armi chimiche e biologiche e fosforo bianco. Su altre tipologie di investimenti, in qualità di investitore istituzionale, ha la possibilità di presenziare e votare nelle assemblee delle aziende, sensibilizzando il management verso un maggiore impegno su diritti e parità di trattamento degli shareholder, accuratezza delle informazioni finanziarie, responsabilità e indipendenza del CdA, sostenibilità ambientale. Per scegliere investimenti davvero sostenibili è poi importante avere una metodologia che consenta di riconoscere aziende che aderiscono realmente ai criteri Esg, e individuare i fenomeni di green washing. «I nostri metodi analitici Esg, così come la selezione del nostro universo Esg investibile, sono specifici per ciascuna asset class» insiste l’head of Italian branch di Candriam, «sono stati sviluppati per riconoscere le caratteristiche dell’emittente e la disponibilità di informazioni. Abbiamo migliorato costantemente i nostri approcci analitici da quando abbiamo introdotto per la prima volta l’analisi Esg nel 2005». Candriam valuta sia il posizionamento delle aziende verso le sfide della sostenibilità globale, sia la gestione dei principali stakeholder. Segue un’analisi basata sull’aderenza al Global Compact delle Nazioni Unite e un filtro per le attività controverse. «Per esempio, sui mercati emergenti abbiamo lavorato alla costruzione di un database proprietario che racchiude l’universo eleggibile nel settore Esg» aggiunge David, «ambito in cui siamo stati in grado di dimostrare che l’applicazione di criteri Esg nella scelta delle aziende comportava un miglioramento delle performance». 

Per scegliere investimenti sostenibili è importante avere una metodologia specifica che analizzi diversi criteri

L’importanza di dare l’esempio

Prima di diffondere la cultura e la pratica dei criteri Esg, Candriam li applica al suo stesso interno. «Molto semplicemente cerchiamo di essere coerenti» afferma l’head of Italian branch, «applichiamo a noi stessi le regole che utilizziamo per selezionare e individuare le società che secondo noi sono le più virtuose nei confronti delle tematiche di sostenibilità, allo scopo di essere noi per primi una società responsabile nella comunità». Inoltre il gestore patrimoniale supporta numerose iniziative che diffondono cultura e informazione in ambito Esg. Per fare un esempio concreto, l’Istituto Candriam per lo sviluppo sostenibile ha l’obiettivo di finanziare sia la ricerca accademica sia progetti di formazione che aumentano la visibilità della finanza sostenibile nei confronti dell’investitore. Ancora in ambito accademico, in Italia dal 2016 Candriam sostiene il master in Management of sustainable development goals dell’Università Lumsa, rivolto a neolaureati e professionisti e patrocinato da Santa Sede, Onu, Banca Mondiale e Fondazione Eni Enrico Mattei. A partire da quest’anno il gestore patrimoniale sostiene un secondo master della Lumsa per formare i manager della sostenibilità, Exmims, Executive master in management sostenibile, rivolto esclusivamente a manager e imprenditori, che si svolge in lingua italiana. Nella visione di Candriam, in futuro l’integrazione tra analisi finanziaria e Esg dovrebbe diventare la norma, abbracciando l’intero patrimonio gestito dai fondi. «I gestori si stanno orientando sempre più verso società in grado di apportare un contributo alla soluzione delle grandi sfide che il mondo sta affrontando» conclude David, «a nostro avviso, saranno proprio queste società che vedranno crescere il loro business e alla fine diventeranno vincitrici a lungo termine».

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