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COVERSTORY - BEST PRACTICE

Fs, Gianfranco Battisti guida
lo sviluppo su tre binari veloci

Gianfranco Battisti - Dai treni riciclabili alla rigenerazione del territorio, dai green bond all’obiettivo del carbon zero: le scelte del Gruppo FS Italiane sono imperniate sulla sostenibilità: economica, sociale e ambientale

Angelo Curiosi

La sostenibilità è una dei maggiori driver di sviluppo del nostro tempo. Per FS Italiane, il colosso ferroviario guidato da Gianfranco Battisti, è l’elemento guida per la definizione delle scelte strategiche e operative che assicurino una crescita del business nel medio e lungo periodo.

Ogni scelta industriale, insomma, è permeata dal concetto dello sviluppo sostenibile, inteso nella sua triplice dimensione sociale, economica ed ambientale.  Questo percorso, iniziato nel 2017 con l’adesione al network del Global Compact dell’Onu, ha portato alla definizione di tre obiettivi di lungo periodo. Il primo è la sicurezza con lo scopo di arrivare, entro il 2050, a zero eventi mortali che coinvolgano viaggiatori, dipendenti del Gruppo FS e di ditte appaltartici, oltre alle persone che entrano in contatto con l’ecosistema ferroviario. La gestione del Gruppo della pandemia da Covid-19 è ritenuta un benchmark a livello europeo dalla Ministra dei Trasporti Paola De Micheli e dei suoi omologhi a Bruxelles. Il secondo obiettivo riguarda l’approvvigionamento energetico e le emissioni di CO2: il Gruppo è sulla strada per diventare carbon neutral entro il 2050 attraverso investimenti che riducano progressivamente le emissioni di gas serra in atmosfera. Nel 2019 sono state 2,6 milioni le tonnellate emesse in meno (-1,6%) rispetto al 2018. La mobilità sostenibile è il terzo obiettivo, riguarda un concreto e graduale modal shift di passeggeri da auto privata a mobilità condivisa: 5% entro il 2030 e 15% nel 2050 rispetto al 2015. Per le merci, invece, lo scopo è di avere il 50% su treno e il 50% su gomma al 2050 per le tratte superiori a 300 km.


Gli investimenti

Il Gruppo FS Italiane guidato da Gianfranco Battisti, nel 2019 è stato il principale per investimenti sul territorio italiano: 8,1 miliardi di euro, con una crescita dell’8,4% rispetto al 2018, contribuendo così significativamente al rafforzamento del Paese e sostenendo lo sviluppo e il rinnovamento dei settori trasporto, infrastruttura e logistica. Il valore economico distribuito dal Gruppo FS Italiane nel 2019 (principalmente costi operativi per beni e servizi e pagamento del personale) ammonta a 10,2 miliardi di euro, pari all’81% del valore economico generato. Inoltre, le attività e gli investimenti del Gruppo FS Italiane contribuiscono in modo diretto, indiretto e indotto alla crescita dell’economia italiana per 1,4 punti percentuali di Pil.  Sempre nel 2019 le società del Gruppo hanno gestito acquisti core per circa 5 miliardi di euro, di cui oltre l’85% attribuibile a fornitori diretti con sede legale in Italia che generano, direttamente e indirettamente, reddito e opportunità di lavoro sul territorio. Due mesi fa è stato affidato il contratto per la costruzione di ventitre treni Frecciarossa 1000, circa 800 milioni di euro, con ricadute positive dei livelli occupazionali negli stabilimenti di Vado Ligure (Savona) per Bombardier e di Pistoia, Reggio Calabria e Napoli per Hitachi. I treni sfrecceranno sui binari spagnoli dal 2022.

Nel 2019 il gruppo FS Italiane è stato il primo per investimenti sul territorio: 8,1 miliardi di euro, in crescita dell’8,4% sul 2018

FS Italiane risponde alla pandemia da Coronavirus con un’accelerazione degli investimenti che garantirà il sostegno delle filiere strategiche nazionali dei trasporti. Le infrastrutture ferroviarie e stradali diventeranno più resilienti anche con l’adozione di tecnologia avanzata (system integrator, data insights, IoT) per monitorare costantemente lo stato di ponti e viadotti. Allo stesso tempo, la connettività del Paese sarà migliorata per favorire lo shift modale integrando aeroporti, porti e interporti.

Il trasporto regionale

Negli ultimi 10 anni l’alta velocità di Trenitalia ha ridotto le emissioni di anidride carbonica in atmosfera di circa 20 milioni di tonnellate. Ora la sfida da affrontare è replicare il successo dell’alta velocità anche nel trasporto regionale. Il rinnovo della flotta fiorerà l’80% entro cinque anni: arriveranno 600 treni con gare già aggiudicate di 6 miliardi di euro. Gli investimenti in nuovi treni regionali nel 2019 sono stati pari a 888 milioni di euro. I nuovi Rock e Pop che, oltre a essere riciclabili fino al 97%, rispondono a importanti requisiti ambientali che permettono di consumare fino al 30% di energia in meno rispetto ai treni di precedente generazione. Arriveranno anche i treni ibridi, già commissionati alle aziende produttrici: convogli attrezzati con motori diesel per le linee non elettrificate, con pantografo per le linee elettrificate e con batterie per viaggiare nel primo/ultimo miglio delle linee non elettrificate.

I nuovi treni “rock” e “pop” sono riciclabili al 97% e permettono di consumare fino al 30% di energia in meno rispetto ai predecessori


Finanza sostenibile

Il Gruppo FS Italiane ha sperimentato con successo anche gli strumenti della finanza sostenibile, emettendo due green bond (uno nel 2017 e uno nel 2019) per l’acquisto di treni regionali, alta velocità e merci (1,3 miliardi di euro): treni ad alta efficienza energetica e ad alto tasso di riciclabilità, oltre che sicuri. FS Italiane, nel luglio 2019, ha emesso il secondo green bond: valore nominale di 700 milioni di euro e durata pari a 7 anni. Per quest’ultimo gli ordini complessivi sono stati di circa 2,5 miliardi di euro, provenienti da 156 investitori, di cui il 65% dall’estero, con una forte presenza di Francia (36%), Germania/Austria (8%) e Gran Bretagna/Irlanda (7%). Tutti i progetti finanziati dal green bond assicurano miglioramenti dell’efficienza energetica, con riduzione delle emissioni di gas del 20% rispetto ai treni precedentemente in circolazione. Il secondo green bond emesso da FS Italiane è, per oltre il 70%, dedicato all’acquisto dei treni regionali Pop e Rock.


Sostenibilità sociale e greenways

Il patrimonio immobiliare e linee ferroviarie dismesse sono uno strumento di sviluppo sociale del territorio. FS ha concesso 403 stazioni, in tutto oltre 165mila metri quadrati di superficie, in comodato d’uso gratuito ad associazioni ed enti locali. A Redipuglia, in Friuli-Venezia Giulia, poco distante dal sacrario militare in cui sono sepolti 100mila soldati italiani morti in battaglia, la stazione ferroviaria ospita dal 2014 il Museo multimediale della Grande Guerra, grazie al lavoro della pro loco del paese. Fondamentali per il tessuto sociale nelle stazioni dei grandi centri urbani sono, invece, gli Help Center. Diciotto in tutto. Luoghi, come Binario 95 a Roma Termini, di ascolto e assistenza a persone che una casa non ce l’hanno o versano in momenti critici delle loro vite. Le linee ferroviarie dismesse sono un altro strumento efficace nella rigenerazione del territorio. Attualmente sono circa 450 chilometri di linee dismesse sono state trasformate in linee turistiche, percorsi ciclabili e vie verdi, che attraversano boschi o tratti di campagna dove una volta scorrevano i binari. In tutto sono 1.400 chilometri di sedime di ex linee ferroviarie potenzialmente trasformabili in greenways.

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