pannelli solari

Data la direzione economica a livello mondiale che procede verso una più efficace gestione delle risorse, il riciclo dei pannelli fotovoltaici sta diventando a tutti gli effetti un’alternativa vantaggiosa all’estrazione di materie prime. La Sogliano Ambiente Spa, che riesce a riciclare il 99% dei pannelli solari, è la prima azienda in Italia riuscita a valorizzare il vetro estratto dai processi di riciclaggio facendolo riconoscere come End of Waste.

Nata nel 1996 si occupa di rifiuti a 360 gradi con un’ottica focalizzata alla sostenibilità, prediligendo sempre l’ordine previsto dalla gerarchia dei rifiuti (prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero e smaltimento in discarica). Negli ultimi mesi ha iniziato a occupasi del riciclo di pannelli fotovoltaici, utilizzando metodi più precisi che le consentono di estrarre una maggiore percentuale dei materiali. Basti pensare che sul totale dei materiali in ingresso, il 99% viene avviato al riciclo e solo l’1% viene avviato allo smaltimento finale.

Trattati in un’ora cinquanta pannelli solari

Per raggiungere una tale riciclabilità, l’azienda ha preferito puntare sulla qualità dei materiali preziosi in uscita, piuttosto che sulla quantità di pannelli fotovoltaici in entrata lavorabili all’ora. Il loro sistema riesce a trattare circa una tonnellata all’ora, che corrisponde a circa 50 pannelli. Dal riciclo dei pannelli solari vengono quindi estratti alluminio e vetro (entrambi riconosciuti come Ends-of-Waste), polvere di silicio e un mix di plastiche (EVA e PET).

Altissime percentuali di recupero e mercati disponibili

Questi materiali non solo vengono recuperati in altissime percentuali (vetro 85 %, plastica (EVA+PET) 99 %, alluminio 100 %, polvere di Silicio 90 %, cavi e connettori 100 % e rame 90 %) ma hanno anche dei mercati attivi in cui possono essere reimmessi in circolo. Per esempio, i metalli citati possono rientrare in circolo nelle fonderie, il vetro può essere utilizzato nella produzione della ceramica ma anche nelle vetrerie essendo stato classificato come EoW e quindi molto puro, mentre la plastica, che contiene delle contaminazioni può essere avviata alla termovalorizzazione.

Michele Benvenuti, responsabile della linea trattamento RAEE di Sogliano Ambiente Spa, spiega come l’impianto ha iniziato il suo percorso verso il riciclo del fotovoltaico:

“Ad oggi l’impianto ha trattato circa 100 tonnellate di pannelli ed il flusso è destinato sicuramente a crescere almeno per tre motivi: il primo è che i primi parchi fotovoltaici sono ormai obsoleti, improduttivi e prossimi già di per sé alla loro dismissione definitiva; secondo, la potenza installata in impianti fotovoltaici italiani, circa 22 GW a fine 2021, continua ad aumentare generando un numero sempre maggiore di pannelli che vengono sostituiti annualmente perché difettosi o danneggiati; terzo, l’evolversi della tecnologia ha portato ad una maggiore efficienza dei pannelli di “ultima generazione” che a parità di superficie sono in grado di raddoppiare o addirittura triplicare la produzione di energia elettrica rispetto a quelli più obsoleti. Questo, in molti casi, sta incentivando la sostituzione di interi campi fotovoltaici, ormai poco produttivi, con moduli nuovi molto più performanti.”

Essendo la Sogliano spa orientata verso la sostenibilità innovativa ha deciso di unirsi alla rete di Cyrkl dove sta ricercando partner con cui commerciare i propri scarti.
Cyrkl è un marketplace dedicato alle aziende dove è possibile caricare annunci relativi ai propri rifiuti, materie prime seconde, sottoprodotti e materiali usati. Questi annunci vengono visualizzati da aziende interessate al riciclo o al riutilizzo degli stessi.

Il mercato Europeo è agli inizi, mentre le potenzialità sono sempre più in crescita

Secondo le analisi di luglio 2022 della Rystad Energy, il valore dei materiali riciclabili del solare fotovoltaico passerà dagli attuali 170 milioni di dollari a 2,7 miliardi di dollari entro il 2030. Questo perchè la domanda di componenti di pannelli solari fotovoltaici riciclati è destinata a salire in concomitanza con l’aumento del numero di impianti. Tuttavia, è un mercato ancora agli inizi, anche perché, per ora, le discariche rappresentano la soluzione più economica per lo smaltimento e gli attuali prezzi di rivendita dei materiali riciclati non compensano i costi di trasporto, cernita e lavorazione.

La valorizzazione dei pannelli fotovoltaici, è indubbiamente importante considerando la loro composizione. Infatti, i materiali da cui sono composti sono estremamente preziosi e smaltirli in discarica non consente di dare una seconda vita a numerosi componenti di valore presenti al loro interno. Tra i componenti “preziosi” nei pannelli fotovoltaici ci sono alluminio, argento, rame, silicio, e ovviamente il vetro, che è quello più presente per quantità. Per riportare un esempio del valore dei materiali riciclati, l’argento, nonostante sia presente in una percentuale di circa lo 0,05% rispetto al peso totale, costituisce il 14% dell’intero valore del materiale recuperato. Secondo le statistiche di Rystad Energy, i pannelli installati nel 2020, che verranno avviati al riciclo nel prossimo futuro, forniranno il 21% dell’argento necessario alla produzione dei pannelli stessi per l’anno 2035. Ovviamente, oltre a favorire il reperimento di materie prime, sempre più critico a causa della situazione geopolitica mondiale, il riciclaggio dei materiali permette di risparmiare l’emissione di tonnellate di CO2 in atmosfera.

Come si posiziona l’Italia in questo panorama

In Italia, i pannelli solari a fine vita sono classificati come RAEE e non possono quindi essere smaltiti in discarica. Se i pannelli derivano da un impianto domestico, cioè con potenza nominale inferiore a 10 kiloWatt, vanno conferiti ai “centri di raccolta” autorizzati, senza oneri. Per gli impianti professionali, cioè superiore o uguale a 10 kW, lo smaltimento, invece, viene effettuato da operatori specializzati che ritirano i pannelli e provvedono al loro smaltimento/recupero. Questa operazione è a carico del produttore in caso di sostituzione e del proprietario negli altri casi. Sono sempre a carico dei produttori per i moduli immessi nel mercato dopo tale data. Se si acquista con incentivi statali, entra in gioco il GSE che ha concesso l’incentivo: negli ultimi 10 anni di incentivo il GSE trattiene dalla quota erogata una garanzia di 10 euro/pannello, che viene restituita una volta dimostrato il corretto smaltimento del rifiuto attraverso una apposita dichiarazione di avvenuta consegna al centro di raccolta autorizzato.

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Cos’è Cyrkl?

Cyrkl è il più grande marketplace digitale di rifiuti in Europa e mette in contatto i partner commerciali adatti utilizzando algoritmi e apprendimento automatico. La missione principale di Cyrkl è introdurre i principi dell’economia circolare nella gestione dei rifiuti delle aziende di tutti i settori. Grazie a strumenti come Cyrkl, si risparmiano centinaia di migliaia di tonnellate di emissioni di CO₂ che verrebbero rilasciate nell’atmosfera. Nell’ambito delle sue attività di consulenza, il team di esperti in materia di rifiuti svolge anche servizi di consulenza come scansioni circolari di rifiuti, vendite assistite e green sourcing, contribuendo a portare risparmi finanziari e materiali più sostenibili alle aziende. Il portafoglio clienti comprende anche grandi aziende come Saint-Gobain, LIDL e Škoda Auto