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di Raffaele Mazzeo, Partner RSM Financial Sector and ESG Leader

Il settore del vino è in forte crescita. Nel 2022 il fatturato del settore in Italia ha superato per la prima volta la soglia 14 miliardi di fatturato, di cui 7,9 miliardi derivanti dall’esportazione. L’Italia si conferma primo produttore mondiale, con 50,3 milioni di ettolitri di vino prodotto nel 2022. Essere sostenibili per le aziende vitivinicole vino non è più come prima. E’ necessario uno scatto in avanti per cogliere le nuove opportunità della transizione.

Negli ultimi anni il settore vitivinicolo ha investito molte risorse sulla sostenibilità concentrandosi sulla qualità del prodotto, sulla produzione biologica e la biodiversità, sulla tutela del suolo e sulla riduzione delle sostanze chimiche presenti nei diserbanti e negli insetticidi. Oggi si presenta l’opportunità per un ulteriore scatto in avanti a seguito del passaggio accelerato impresso dall’Unione europea alle politiche di transizione energetica e climatica con la pubblicazione di nuove norme, che non riguardano solo il clima e l’ambiente, ma includono tutele di salvaguardia in di sociale, dei diritti umani e del lavoro.

Lo sforzo del settore degli ultimi anni si è concentrato sul miglioramento del prodotto e dell’organizzazione aziendale. Nel frattempo, la sostenibilità è diventata materia di legge da parte dell’Unione Europea. Che cosa possono fare, allora, le aziende vitivinicole per diventare ancora più sostenibili in un nuovo modello di mercato rigidamente regolato da norme europee?
Il primo passo, come spiega Raffaele Mazzeo, partner e Esg leader di RSM, gruppo mondiale leader nella consulenza, è quello di “approfondire la recente normativa europea e italiana ESG per capire sin dall’inizio le opportunità che derivano dal cambiamento e costruire nuove strategie. Penso alle ingenti risorse disponibili per investimenti sostenibili, a partire dai fondi del PNRR fino al nuovo Green Deal, il piano Net Zero Age, che prevede la totale neutralità climatica entro il 2050. Per raggiungere l’obiettivo in soli 27 anni si deve partire immediatamente con nuovi investimenti per trasformare l’industria, i trasporti e le costruzioni”.

Il passo successivo per le aziende vitivinicole è riclassificare i loro investimenti e le loro attività in base ai nuovi criteri della tassonomia UE. “Si tratta di mettere in evidenza – continua Mazzeo – quanto già le loro attività di bilanci, i relativi ricavi e costi, sono conformi ai criteri di allineamento previsti dalla normativa europea della tassonomia, elementi che i principali investitori internazionali sanno ben valutare e che agevolano l’accesso al mercato dei capitali. Pensiamo ad esempio ai basket bond a cui alcune aziende del settore hanno fatto ricorso per i loro investimenti. Una nuova direttiva europea, entrata in vigore lo scorso 5 gennaio, la cosiddetta «Direttiva sostenibilità CSRD», ha previsto l’obbligo per le aziende di maggiore dimensione di comunicare queste informazioni a partire dall’esercizio 2025”.

RSM, Società di Revisione e Organizzazione Contabile, è membro del RSM International, network di società tra loro indipendenti, specializzate in revisione e organizzazione contabile, consulenza fiscale, societaria e finanziaria. Il Gruppo è presente in oltre 120 Paesi, con 830 uffici e 57.000 professionisti. Nel settore vitivinicolo sta accompagnando nel suo percorso ESG Settesoli, una delle maggiori aziende vinicole italiane, un esempio di azienda sostenibile in grado di mettere insieme 2000 viticoltori , con oltre 1000 ettari in Sicilia dedicati a produzioni bio. L’azienda adotta le certificazioni ISO 14064 (impronta carbonica), ISO 14001 (sistema di gestione ambientale), ISO 50001 (gestione energetica) e la certificazione VIVA sulla sostenibilità del vino in Italia. Ha, inoltre, ottenuto una ulteriore certificazione di prodotto da parte della fondazione SOStain che porta avanti programmi per la sostenibilità della vitivinicoltura. Pur avendo già raggiunto ottimi risultati in tema di sostenibilità, Settesoli ha deciso di alzare l’asticella, ancora insieme a RSM. L’occasione per illustrare il suo nuovo percorso ESG agli operatori di mercato italiani e stranieri è stato l’evento Sicilia in bolle, organizzato dall’Associazione Italiana Sommellier che si è tenuto il 26 giugno scorso ad Agrigento. Alla manifestazione era presente il top management delle aziende siciliane vitivinicole.
Il settore del vino in Sicilia rappresenta una delle industry di eccellenza che ha prodotto nel 2021, in base ai dati Istat, oltre 6,1 milioni di ettolitri e che genera oltre 1 miliardo di fatturato l’anno, mantenendo elevati standard di qualità ed eccellenza. La Sicilia, inoltre, ha la più grande area biologica d’Italia con 42.000 ettari su un totale di 93.000 ettari di superfice a vite. Anche nei risultati economici la Sicilia del vino raggiunge livelli alti. Fra le prime 10 aziende private italiane a più elevata redditività sono presenti 3 aziende siciliane: Planeta, Donnafugata e Cusumano. In altre parole: non soltanto occorre saper produrre vini di qualità, ma anche saperli vendere e far apprezzare nei mercati più ricchi nel mondo.