Sos all’Unione europea dai produttoridi auto all’Europa: “Ci serve liquidità”

Ecco il testo della lettera dei produttori di auto alla presidente della Commissione europea
 
Gentile Presidente,
le scriviamo a nome dei produttori europei di veicoli, fornitori, produttori di pneumatici, rivenditori e riparatori per chiedere la possibilità di discutere con lei le implicazioni dell’attuale crisi del settore automobilistico a causa di Covid-19 e le misure che la Commissione Europea potrebbe prendere al riguardo.
 
Come lei certamente sa, il settore automotive è uno dei settori industriali leader in Europa. Direttamente ed indirettamente impiega 13,8 milioni di persone nella UE, pari al 6,1% della forza lavoro. Il nostro settore investe ogni anno in R&D 57,4 miliardi € e genera un surplus di 84,4 miliardi € per la UE.
 
L’impatto (della crisi) sul nostro settore è senza precedenti. Sia la produzione che la vendita di veicoli e di parti di ricambio si sono bruscamente fermate in Europa e nel resto del mondo. La maggior parte del nostro personale è praticamente disoccupata o lavora da casa, dove possibile. Nessuno sa quanto a lungo tutto ciò durerà. Nessuno di noi ha mai vissuto niente di simile.
Poiché il nostro settore è ad alta intensità di capitale, le conseguenze sono gravi. Le società si basano su frequenti operazioni di rifinanziamento per le loro attività. La situazione è impegnativa, senza nuovi ricavi la maggior parte delle aziende si troverà ad affrontare importanti problemi di liquidità nel breve – medio periodo, anche nel giro di poche settimane.
 
Di conseguenza accogliamo con favore l’adozione da parte della Commissione di aiuti temporanei di stato, la raccomandazione di attivare una generale clausola di sospensione del Patto di Stabilità e Crescita e la sua proposta di indirizzare 37 miliardi € sotto la politica di coesione europea per contrastare la crisi da coronavirus così come le iniziative prese dalla Banca Centrale e dalla BEI per mantenere liquidità nel sistema finanziario e nell’economia. In merito a quest’ultima, riteniamo che bisognerebbe fare di più per rendere la liquidità disponibile alle aziende grandi e piccole.
 
Mentre rivolgiamo impegno e risorse a risolvere questi problemi di breve periodo, altre attività inevitabilmente soffrono, infatti non è possibile produrre, sviluppare, testare o omologare. Tutto questo sconvolge i piani che avevamo predisposto per adeguarci alle attuali e future leggi europee mantenendo le deadlines decise. Riteniamo quindi che dovrebbero essere fatti degli aggiustamenti alle scadenze delle suddette leggi. Le assicuriamo che da parte nostra non c’è alcuna intenzione di mettere in discussione le leggi in questione né i sottostanti obiettivi di sicurezza stradale, mitigazione del cambiamento climatico e protezione dell’ambiente.
 
Guardando al futuro, industriali e legislatori insieme e in modo tempestivo devono cominciare a pianificare per il periodo successivo alla crisi sanitaria. Una volta che la pandemia sarà cessata e le misure restrittive tolte, saranno indispensabili trasparenza e coordinamento per assicurare la veloce ripresa della vita sociale e delle attività produttive non ultimo per consentire alla società di riprendere la duplice trasformazione della decarbonizzazione e della digitalizzazione. In quella fase aiuterebbe anche il fatto che la Commissione emettesse delle linee guida in merito alle condizioni sanitarie e di sicurezza in base alle quali i lavoratori possono ritornare ai loro impieghi, in modo che ciò avvenga uniformemente in tutti i paesi UE. Fino a quel momento, il nostro settore è pronto a fare il possibile per fornire veicoli ed attrezzature mediche per combattere l’attuale crisi.
 
Inoltre, il mercato unico è un’importante conquista della UE ed il nostro settore è uno di quelli che lo utilizza al meglio per farne beneficiare la società ed i consumatori. Difenderne l’integrità è una priorità soprattutto a riguardo della mobilità di persone e merci. Accogliamo con favore la raccomandazione della Commissione agli Stati membri per la creazione di corsie preferenziali per le merci. Analoghe soluzioni sono necessarie anche per i lavoratori, soprattutto in regioni di confine dove le aziende hanno lavoratori frontalieri e per il movimento di personale specializzato per la manutenzione e la fornitura.
 
Gradiremmo l’opportunità di discutere queste questioni con la Commissione Europea, se possibile con lei, i vice-presidenti esecutivi ed altri membri della Commissione. Riteniamo che questo possa fornire una buone base per definire quello che può essere fatto per mitigare l’impatto sul nostro settore nel breve periodo ma anche per preparare una exit strategy per quando l’emergenza sanitaria sarà alle nostre spalle.
 
Ci auguriamo che questa proposta incontri la sua approvazione potendo così lavorare con la Commissione in modo che il settore automobilistico europeo possa ritornare al più presto ad essere competitivo e all’avanguardia.
 

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