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Quel marketing digitale che entra nelle nostre tasche

Contenuti coinvolgenti, intelligenza artificiale e marketing automation si combinano per raggiungere l’utente guidandolo verso l’obiettivo: è il Convergent Marketing ideato da Antonio Perfido per The Digital Box

Marco Scotti
Quel marketing digitale che entra nelle nostre tasche

Tra i mille effetti della diffusione capillare degli smartphone (siamo il popolo più “smanettone” d’Europa) c’è anche quello di aver definitivamente pensionato l’inbound marketing, storicamente costruito su misura per una dimensione desktop. La proposizione, creata nel 2004, era quella di creare contenuti attrattivi in grado di convincere i potenziali clienti a “visitare” l’azienda. Ma oggi è tutto molto diverso. In Italia ogni giorno 33,8 milioni di utenti si connettono almeno una volta al giorno al web, di cui 29 milioni da mobile (fonte Audiweb, giugno 2020), poco meno del 50% della popolazione totale. L’89% degli utenti è presente sui social network. E le conversazioni digitali sono in aumento: 2 miliardi i messaggi scambiati ogni mese tra persone e brand, con il 56% degli utenti che preferiscono la rapidità del messaggio al classico servizio clienti e il 53% che preferisce acquistare da “brand che conversano” (fonte Facebook).

Gartner ha insignito the digital box della “honorable mention” includendo l’ai company italiana tra i primi 20 modelli al mondo

Una tendenza che si è ulteriormente amplificata durante la pandemia, quando le aziende, per non interrompere il flusso di comunicazione con il proprio pubblico, e per restare connessi con i loro clienti hanno trovato una risposta concreta nella strategia della convergenza digitale, a cui tutti, seppure con vari livelli di consapevolezza e competenza, hanno fatto ricorso. Questo nuovo modello si chiama Convergent Marketing, un termine coniato contiato da Antonio Perfido e sviluppato da The Digital Box. Il processo in atto, esploso negli ultimi anni, è in realtà iniziato all’inizio del decennio scorso, quando gli smartphone hanno smesso di essere dei semplici telefoni per diventare sempre più un’estensione delle nostre attività. Alcuni imprenditori hanno “fiutato” il cambiamento e ci si sono tuffati. Tra questi c’è sicuramente Antonio Perfido, cofounder e head of digital di The Digital Box, azienda della Murgia nata con un’idea ben precisa: «Sviluppare – ci spiega – delle tecnologie che esplorassero in particolare l’ambito del mobile. Perché lo smartphone è un dispositivo, ma dietro c’è una concezione del canale di comunicazione che cambia in maniera profonda e radicale. Così abbiamo sviluppato una piattaforma che permette agli uomini di marketing e comunicazione di raggiungere persone che amano usare lo smartphone. Oggi siamo un’azienda da sette milioni di fatturato e guardiamo al futuro con grande ambizione: siamo diventati un’AI company, cioè poniamo l’intelligenza artificiale come primo punto per rafforzare le tecnologie. Da sei persone siamo diventate un centinaio, con sedi in Puglia, Campania, Toscana e a Barcellona, con un hub internazionale che cura lo sviluppo di una tecnologia già oggi presente in 23 paesi con 7.000 clienti attivi tra piccoli e grandi. Siamo più forti in Italia che all’estero, ma vogliamo rapidamente invertire la tendenza». 

Perfido ha una lunga esperienza in ambito digitale, con esperienze nel settore e-commerce per i più importanti team calcistici: Juventus, Milan, Fiorentina, Torino, Sampdoria. Ha ricoperto ruoli di responsabilità e gestito risorse e progetti online per centinaia di piccole e medie imprese. 

Puntando sul legame tra i tre macro mondi che stanno riscrivendo le regole del marketing — mobile, social e AI — è necessario partire dal presupposto che al centro di tutto ci sono i bisogni del consumatore. Per mantenere sempre viva la sua attenzione e conquistare la sua fiducia è importante creare flussi di comunicazione che si susseguano ininterrottamente, in cui contenuti coinvolgenti ed emozionali si mixano con l’intelligenza artificiale e la marketing automation. A chiudere il cerchio, la misurazione in dettaglio dei risultati raggiunti attraverso un’accurata analisi dei dati. Diventa dunque fondamentale creare strategie in cui Mobile, Social Media e Intelligenza Artificiale si combinano tra loro per garantire all’utente la migliore esperienza possibile. In questo modo l’utente viene raggiunto da un flusso interattivo di contenuti tra loro collegati, che lo guidano nel raggiungimento dei propri obiettivi. È finita l’era in cui i canali erano separati e ogni singola attività era a sé stante. Oggi è importante creare continuità, considerando ogni canale non più separato dall’altro, ma come un touchpoint collegato ad un altro, con lo scopo di raggiungere un solo risultato: trasformare uno sconosciuto, non in un semplice cliente, ma in un vero e proprio ambasciatore del brand.

«Lo spostamento dal mobile all’intelligenza artificiale – aggiunge Antonio Perfido – ha ampliato il nostro raggio d’azione. I chatbot, ad esempio, aiutano le marche a dialogare con le persone. E gli smartphone sono il mezzo perfetto perché secondo il Polimi il 51% delle transazioni online (cioè circa 15 miliardi di euro) avviene tramite mobile. Le tecnologie stanno diventando indistinguibili e il nostro compito è quello di creare le giuste interconnessioni. Vogliamo quindi offrire qualcosa che semplifichi la vita di chi usa la piattaforma, contestualizzare i fenomeni. Ci piace molto poter usare WhatsApp o Messenger, ma questo non toglie che social, mobile e AI devono convergere per creare quella che noi chiamiamo intelligenza conversazionale. Noi forniamo gli strumenti tramite un modello formativo che si fonda su sette step differenti. Il convergent marketing quindi è anche un supporto pratico per le imprese. Per questo motivo, nel 2019 Gartner ci ha insignito della “honrable mention”: siamo tra i primi 20 modelli al mondo». 

The Digital Box si basa esclusivamente su tecnologia proprietaria e anche gli algoritmi che stanno alla base dei moduli di intelligenza artificiale vengono realizzati internamente. Proprio l’AI è alla base di un nuovo modo di fare marketing che si basa soprattutto sulla previsione dei comportamenti di consumo. Non solo: l’aspetto conversazionale è ormai basilare per avere un’interazione “moderna” con il cliente. E l’ultima novità realizzata dall’azienda fondata da Antonio Perfido è rappresentata da un virtual marketing assistant, cioè un avatar tridimensionale che può aiutare nella scelta delle soluzioni migliori.

«Mai come in questo momento – conclude il cofounder e head of digital di The Digital Box – ci siamo resi conto che la cosa più pericolosa per una Pmi è il silenzio. Per questo le nostre tecnologie permettono alle aziende di evitare di bruciare soldi, in un momento in cui è veramente un delitto farlo, e soprattutto di perdere entusiasmo. Perché smettere di comunicare con i propri pubblici di riferimento è l’anticamera di qualcosa che non auguriamo a nessuno. Quello che le imprese devono necessariamente capire è che chi non profila, chi non sa comunicare, chi ha poco da dire rischia grossissimo, soprattutto in questo momento storico. Il mio mantra è di restare connessi, sempre. Tutti ormai hanno capito che senza digitale non si va da nessuna parte, ed è per questo che i pochi soldi rimasti dopo questa grande crisi vanno nella direzione di investimenti digitali. Ma se non si ha un’adeguata rete di protezione si rischia soltanto di bruciare capitale». 

www.convergentmarketing.it

The Digital Box in numeri

Le piattaforme The Digital Box sono impiegate da organizzazioni e Pmi in 29 paesi del mondo e 9 lingue (compreso russo e cinese);

Oltre 7.000 piccole medie imprese, tra cui 400 agenzie di marketing e software house utilizzano le piattaforme TheDB;

Tra i grandi clienti ci sono anche: Ogilvy Digital, Aldi e Porsche Francia

L’azienda con base in Gravina in Puglia ha sedi anche a Caserta, Siena e Barcellona

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