Milioni di italiani torneranno dalle vacanze, a casa, nel senso letterale del termine. Perché in ufficio non ci andranno almeno per molto tempo o, se vorranno, in modalità mista: un po’ a casa, un po’ nella sede del lavoro. È lo smart working semplificato (o telelavoro) che riparte con le nuove regole dal primo settembre 2022.

Saranno messe in pratica alcune novità concepite nell’ottica della sburocratizzazione e del risparmio energetico e degli obiettivi emissioni zero. Ma anche per la tutela della salute dei lavoratori: meno stress lavorativo. Smart working significa meno consumi, più risparmio per la tasca e l’ambiente, meno stress, meno rischio di incidenti d’auto, meno possibilità di malattie da inquinamento atmosferico.

Dopo ferragosto sono state introdotte le nuove norme con il decreto semplificazioni e rese operative dal decreto ministeriale firmato dal ministro del lavoro Andrea Orlando.

 

Come funziona lo smartworking

Dal 1° settembre lo smart working sarà disciplinato secondo quanto stabilito dalla legge 81 del 2017. Significa che sarà necessario un accordo individuale. Saranno snellite le procedure per i datori di lavoro, quindi meno burocrazia.

 

Smartworking: quali sono gli obblighi dei datori di lavoro

Il datore di lavoro dovrà comunicare l’elenco dei dipendenti che hanno firmato un accordo individuale per lavorare in parte in presenza e in parte in modalità smart o telelavoro. Il ministro Orlando spiega che “il decreto prevede che il datore comunichi in via telematica al Ministero i nominativi dei lavoratori e la data di inizio e di cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile. Si tratta di una importante disposizione che rende strutturale la semplificazione del lavoro agile”.

È una semplice comunicazione dei nominativi dei lavoratori e della data di inizio e di cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile o smart.

 

Dove comunicare l’elenco dei dipendenti

Con il decreto n. 149 del 22 agosto 2022, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso disponibile il modulo di comunicazione all’interno del portale dei servizi on-line, accessibile tramite autenticazione SPID e CIE, https://servizi.lavoro.gov.it .

 

Smartworking: quali diritti spettano ai lavoratori

I lavoratori che non aderiscono all’accordo dovranno lavorare in presenza non essendo previsti al momento meccanismi automatici per i lavoratori fragili o per chi ha figli under 14. Queste nuove regole sono frutto dell’esperienza maturata durante la pandemia e anche la conseguenza di un accordo sottoscritto tra le parti sociali il 7 dicembre 2021. Le regole sono contenute nel Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile (qui per scaricarlo, con tutti i diritti e i doveri del lavoratore, comprese le buste paga e i contratti).

 

Quanto si risparmia con lo smart working

Secondo uno studio del Politecnico di Milano la modalità di lavoro agile consentirà al lavoratore di risparmiare tra i 4 mila e 6 mila euro all’anno, per 6 e 9 giorni di smart working al mese. Il risparmio sale fino a 10 mila euro all’anno per ogni dipendente che lavora esclusivamente in modalità agile.

Con lo smart working sorride anche l’ambiente. I soli mancati spostamenti (al momento sono 14,5% in meno) potrebbero portare a un risparmio dei consumi energetici quantificabile in 112 chilotep (ktep) all’anno con una riduzione delle emissioni quantificabile in 500 tonnellate al giorno di PM 2,5 e 1.300 tonnellate di CO2. Per avere un’idea chiara, un barile di petrolio equivale a 0,146 tep (una tonnellata di petrolio corrisponde a circa 6.841 barili di petrolio). È un risparmio enorme di denaro e di inquinamento.

 

Cosa fare se il datore di lavoro nega lo smart working

Lo smart working è un diritto. Sia per il lavoro individuale ordinario che semplificato, occorre un accordo. Pertanto il dipendente è tenuto ad avanzare un’esplicita richiesta al datore di lavoro che non può ignorare. Quindi, come dicevamo, dal prossimo 1° settembre 2022 tutti i dipendenti privati potranno svolgere la prestazione lavorativa secondo le modalità “da remoto” previa stipula di un accordo individuale, in forma scritta, con il datore di lavoro.

 

Quanto vale lo smart working

Secondo l’associazione dei consumatori Codacons, ogni singolo lavoratore godrebbe con lo smart working di un risparmio annuale compreso tra i 2.845 euro e i 5.115 euro, grazie soprattutto al minor tempo perso negli spostamenti casa lavoro.

 

Differenza lavoro agile e smart working

Occorre sottolineare una differenza sostanziale. Il lavoratore agile non deve necessariamente svolgere la prestazione a domicilio ma può svolgerla in qualunque luogo idoneo e accordato con il datore di lavoro.

Lo smart working o telelavoro è il lavoro da casa. Esistono poi varie modalità di telelavoro.

Telelavoro autonomo, quando un lavoratore può pianificare in libertà il proprio lavoro.

Telelavoro parasubordinato, ossia il lavoro da casa dipende anche dalla coordinazione con il datore del lavoro.

Telelavoro subordinato, prevede meno flessibilità.

 

Cos’è il diritto alla disconnessione

Attenzione! Il lavoratore ha il diritto alla disconnessione. Il decreto numero 30 del 13 marzo 2021, poi convertito in legge a maggio, è stato il primo strumento normativo a parlare esplicitamente di “diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche”. Importante per tutelare i tempi di riposo, tempo libero e la salute del lavoratore. Un diritto che rientra nell’alveo più ampio della Dichiarazione universale dei diritti umani, sanciti a Parigi nel 1948. Un documento sui diritti della persona adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite Onu, tramite la risoluzione 219077A.

I primi due mattoncini di questo diritto umano risiedono nell’articolo 24 della Dichiarazione, che così recita: “Ogni individuo ha il diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite”.

Lo smart working non deve essere il pretesto per sfruttare il lavoratore oltre gli orari stabiliti dal contratto. Ma non deve anche diventare anche una dipendenza per il lavoratore stesso. Il tempo libero e il riposo sono importanti per la salute.

Dal prossimo autunno entreranno nuove regole, tutte contenute sulla pagina governativa dell’Agenzia Digitale (qui).