La barriera promessa ai minori è ancora piena di falle. L’obbligo di verificare l’età prima di consentire l’accesso ai siti pornografici è in vigore da febbraio, ma a distanza di mesi il sistema mostra ancora molte zone d’ombra. E ora l’Agcom prepara una nuova fase di controlli: a settembre potrebbe arrivare il momento delle sanzioni e dei blocchi per le piattaforme che non si sono adeguate.
L’elenco dei siti sottoposti agli obblighi dell’Autorità continua intanto ad allungarsi. La lista Agcom comprende oggi 72 piattaforme, quasi il doppio rispetto alle circa quaranta individuate sei mesi fa. L’aumento del numero di siti interessati, però, non è stato accompagnato da un’applicazione altrettanto efficace delle nuove regole.
Siti porno, da settembre arrivano multe per i minori
La partita – si legge su La Repubblica – potrebbe cambiare nelle prossime settimane. Secondo quanto si apprende da fonti dell’Autorità, a settembre dovrebbe concludersi la fase di interlocuzione necessaria per arrivare a una vera applicazione delle misure. Per chi continuerà a non rispettare l’obbligo sono previste sanzioni fino a 250mila euro, oltre alla possibilità di impedire l’accesso ai siti dall’Italia. Il problema è che la maggior parte delle piattaforme interessate ha sede fuori dal nostro Paese. Ed è proprio la dimensione internazionale del settore a rendere particolarmente complessa l’applicazione delle nuove regole.
Se il sito è nell’Ue, Agcom deve coinvolgere le autorità estere
Per le piattaforme con sede in un altro Paese dell’Unione europea, l’Agcom non può procedere direttamente. L’Autorità deve prima interloquire con il regolatore del Paese nel quale ha sede il sito. È il caso, tra gli altri, di diverse piattaforme che hanno sede a Cipro, comprese YouPorn e Pornhub, entrambe riconducibili ad Aylo, società che ha contestato davanti al Tar le iniziative dell’Agcom.
Secondo le tempistiche indicate dall’Autorità, questa fase dovrebbe concludersi a settembre. La situazione è diversa per i siti con sede fuori dall’Unione europea. In questi casi l’Agcom può intervenire chiedendo agli operatori italiani di bloccare l’accesso alle piattaforme dal territorio nazionale.
Il rischio dei siti che cambiano indirizzo
Ed è qui che emerge una delle principali difficoltà per l’efficacia dei controlli. Alcune piattaforme, infatti, hanno semplicemente cambiato indirizzo web per continuare a essere raggiungibili dagli utenti italiani senza verifica dell’età.
Il meccanismo rende evidente quanto sia difficile applicare un sistema nazionale a un mercato che opera attraverso infrastrutture e domini distribuiti in diversi Paesi. Anche quando un sito viene bloccato, quindi, può essere sufficiente la comparsa di un nuovo indirizzo per aggirare il provvedimento, soprattutto quando il gestore opera da una giurisdizione poco collaborativa.
Verifica dell’età, dal selfie al documento
Nel frattempo alcune grandi piattaforme hanno iniziato ad adeguarsi alle nuove regole. Nel Regno Unito, dove sono previsti obblighi analoghi, alcuni operatori utilizzano sistemi di age verification basati sul riconoscimento dell’età attraverso un selfie. L’immagine viene analizzata automaticamente per stimare l’età dell’utente e, in determinate circostanze, può essere richiesto anche un documento di identità. La questione non riguarda quindi soltanto la protezione dei minori, ma anche il delicato equilibrio tra verifica dell’età e tutela della privacy degli utenti.
Alcune società italiane nel mirino
Nella lista dei soggetti interessati – riporta La Repubblica – ci sono anche piattaforme gestite da società italiane. È il caso di Giochi Premium e Hentai Ita, che dopo una sanzione dell’Agcom per la mancata applicazione delle regole si sono adeguate. Anche per queste realtà, tuttavia, sono comparsi indirizzi alternativi accessibili senza verifica dell’età. Una parte dei problemi deriva inoltre dalla collocazione dei server all’estero.
A complicare ulteriormente l’attività dell’Autorità sono le procedure di notifica. Le piattaforme hanno 20 giorni per adeguarsi dalla ricezione della comunicazione, ma per i soggetti privi di una Pec italiana la notifica richiede tempi più lunghi, legati alla necessità di utilizzare una raccomandata cartacea.
La stretta sui siti porno è una sfida europea
La verifica dell’età sta comunque diventando un tema sempre più centrale nelle politiche di tutela dei minori in Europa e non solo. Per le grandi piattaforme strutturate e attive in Paesi sottoposti a sistemi di vigilanza efficaci, adeguarsi potrebbe diventare nel tempo inevitabile. Più difficile sarà invece intervenire sul sottobosco di siti di dimensioni ridotte, che possono contare su strutture societarie e server distribuiti all’estero e, in alcuni casi, tentare di eludere i blocchi attraverso nuovi domini.
La vera sfida per l’Agcom sarà quindi trasformare l’obbligo di verifica dell’età da una norma difficile da applicare in un sistema di controllo effettivamente efficace. Settembre potrebbe rappresentare il primo vero banco di prova: per i grandi operatori il rischio di sanzioni e blocchi potrebbe diventare concreto, mentre per le piattaforme più elusive la partita appare ancora molto più complicata.













