Singapore, un listino sottovalutato che adesso merita

Gran dibattito tra analisti internazionali d’investimento per decidere se le azioni di Singapore – che quest’anno sono scese di circa il 20% – valgono ora la pena di essere acquistate. Ubs Global Wealth Management è decisamente per il sì, Singapore merita. Le banche in particolare – che rappresentano una parte significativa del mercato azionario di Singapore – sembrano a buon mercato, soprattutto se si confrontano le loro quotazioni azionarie con il valore del loro patrimonio (ossia il loro “price-to-book value”). Questo, secondo UBS, è un motivo sufficiente per iniziare ad acquistare Singaporean. E non è l’unico: la banca d’investimento Morgan Stanley ha menzionato già a giugno che gli investitori dovrebbero aspettarsi che le azioni del Paese salgano fino al 14% nei 12 mesi successivi.
Goldman Sachs non è d’accordo: si calcola che le banche faranno fatica a realizzare un profitto mentre i tassi di interesse sono così bassi a livello globale, il che significa che qualsiasi “economicità” è probabilmente giustificata. L’azienda sostiene invece paesi con un’enfasi particolare sui titoli tecnologici e sull'”economia digitale”, come la Cina e la Corea del Sud.
Ubs potrebbe essersi ispirata alla Malesia: quest’anno è stato uno dei mercati azionari più performanti del Sudest asiatico, in parte grazie al sostegno governativo che ha dato agli investitori al dettaglio liquidità extra da utilizzare. Considerando che i singaporiani sono in media sei volte più ricchi dei malesi, Ubs potrebbe sperare che gli investitori del Paese seguano un percorso simile. E se l’incertezza economica in altre parti dell’Asia incoraggia gli investitori globali a spostare il denaro in “porto sicuro” Singapore, tanto meglio…
Mentre i mercati emergenti come Singapore sono rischiosi, l’investment manager Invesco li considera un investimento interessante. Ciò è dovuto in parte al fatto che il calo del valore del dollaro Usa tende a stimolare la crescita economica nelle regioni – i loro beni e i titoli di stato sono in genere quotati in dollari, dopo tutto – e in parte perché gli investitori stufi dei bassi tassi d’interesse cercheranno rendimenti al di fuori degli Stati Uniti.