Marina Capizzi
Marina Capizzi, autrice di Non morire di gerarchia

di Marina Capizzi, autrice di Non morire di gerarchia. Franco Angeli

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Sicurezza Psicologica (SP) è il concept lanciato da Amy Edmondson (Harvard) in Organizzazioni senza paura, che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Che cos’è la SP? E’ la pre-condizione per ottenere performance eccellenti di team. La SP è il frutto di una scoperta accidentale. Negli anni ‘90, da una ricerca sugli errori in ospedale emerse un dato contro-intuitivo: i team di infermieri più performanti facevano errori dieci volti superiori rispetto ai team meno performanti. Come mai, si chiese Amy? La risposta. I team eccellenti segnalano gli errori, ne parlano e di errore in errore migliorano. I team low performance, invece, gli errori li nascondono sotto il tappeto. Ma perché alcuni team parlano degli errori e altri no? Che cosa permette a un team di parlare degli errori?

E’ qui che si inserisce la SP, la vera discriminante delle performance di team. Che cos’è la SP? E’ la percezione di potersi esporre senza correre rischi relazionali, ad es., venire additati come colpevoli, bollati come incapaci, incompetenti, stupidi ecc. Le ricerche che la Edmondson condusse nei decenni successivi hanno messo in luce che esiste un rapporto esponenziale tra SP e performance di team.

Ebbene, il concept lanciato da Amy Edmondson ha una base biologica.

Quale? La gerarchia che struttura il nostro Sistema Nervoso Autonomo (SNA), descritta da S. Porges, neuroscienziato autore della Teoria Polivagale. Porges, i cui studi si sono svolti in ambito prettamente neurologico, descrive il nostro SNA come un radar attivo h24 che lavora al di sotto della consapevolezza e intercetta segnali di sicurezza/pericolo selezionando i comportamenti tra due tipologie: regolazione o difesa. I comportamenti di regolazione (ad es. l’ascolto, l’empatia, il mettersi in discussione, l’aiuto, ecc.) sono il prodotto dell’imperativo biologico di connessione e ci spingono ad aprirci e ad ingaggiarci socialmente per stabilire e mantenere le relazioni, con l’obiettivo di costruire la sicurezza insieme agli altri. I comportamenti di difesa, che rispondono all’imperativo di sopravvivenza e si manifestano attraverso l’attacco/fuga o l’immobilizzazione, ci portano a cercare la sicurezza chiudendoci, con l’obiettivo di proteggerci dagli altri e contro gli altri. Porges dimostra che le vie neurali della connessione sono le uniche che attivano la fisiologia del benessere e sono le stesse che alimentano la nostra salute, mentre l’imperativo di sopravvivenza favorisce il malessere e l’insorgere di patologie.

Che cosa ha a che fare la SP con il nostro SNA?

Ripartiamo dall’errore. Quando sbagliamo ci sentiamo vulnerabili: pericolo.  Quindi, il SNA cerca di metterci in sicurezza. Per farlo ha due alternative. La prima, difesa/chiusura che può esprimersi attraversi l’attacco (ad es. ricerca del colpevole) o la fuga (ad es. nascondere l’errore) o l’immobilizzazione (ad es. apatia).  La difesa alimenta la difesa: prendendo questa via è impossibile arrivare a sentirsi sicuri – sia fisiologicamente sia psicologicamente – perché si è sempre in allerta. Gli effetti? Stress, riduzione dell’efficacia personale e collettiva, energia e clima negativi, malessere delle persone e dei risultati. L’alternativa che il SNA può selezionare è la connessione/apertura che si esprime, ad es., nel condividere con autenticità gli errori, ricercare con gli altri le cause e le soluzioni, imparare insieme a prevenirli. Esattamente i comportamenti che alimentano la SP! La sicurezza alimenta la sicurezza, neurale e psicologica. In questo stato ci apriamo e ci prendiamo cura reciprocamente perché ci sentiamo parte di un insieme più grande: il team, l’organizzazione, la collettività… Gli effetti? Benessere ed eccellenza. Più salute delle persone e dei risultati perché questa è l’unica condizione in cui il nostro corpo può accedere a tutte le proprie risorse e integrarle con quelle degli altri. La Diversity & Inclusion si realizza solo in questo stato di sicurezza neuro-psicologica.  Altrimenti sono solo parole.

La sicurezza neuro-psicologica apre prospettive evolutive inedite. Mentre scrivevo Non morire di gerarchia, dove ho applicato per la prima volta gli studi di Porges all’organizzazione collegandoli al costrutto di Amy Edmonson della SP, si è rivelata la chiara interconnessione tra la struttura portante del nostro SNA (descritta da Porges) e la struttura portante delle nostre organizzazioni: la gerarchia. Gerarchia organizzativa e gerarchia biologica: l’evoluzione delle persone, dei team e dell’organizzazione passa da entrambe. E la chiave è la sicurezza neuro-psicologica.

Ma bastano gli strumenti formativi tradizionali per supportare questa evoluzione?

Stay tuned.