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Un gruppo leader globale nell’alta tecnologia, che opera nei settori della difesa, dell‘aeronautica, dello spazio, dei sistemi di sicurezza, dell’identità e sicurezza digitale. È Thales, 77.000 dipendenti in 68 Paesi, che nel 2022 ha generato ricavi per 17,6 miliardi di euro, ponendosi come realtà all’avanguardia nelle innovazioni digitali e nel “deep tech”: connettività, big data, intelligenza artificiale, sicurezza informatica, tecnologia quantistica. Oltre 340 milioni di persone viaggiano ogni anno negli aeroporti in sicurezza grazie alle soluzioni Thales. Più di 50 Paesi proteggono la loro popolazione e il loro territorio con i suoi sistemi di difesa. A livello mondiale, due aerei su tre oggi decollano e atterrano usando tecnologie Thales e il 60% dei sistemi di navigazione aerea sono realizzati da Thales Italia, che viene considerata centro di competenza globale per il controllo del traffico aereo, la sicurezza delle operazioni aeroportuali e la gestione di infrastrutture critiche.

Presente nel nostro Paese dal 1988, con un fatturato di 140 milioni di euro nel 2022, Thales Italia impiega circa 500 dipendenti nei siti di Firenze (Sesto Fiorentino), Roma, Milano (Gorgonzola, Marcallo), Varese (Vergiate), Torino (Grugliasco) e Chieti. Nel novembre nel 2022 Thales ha significativamente rafforzato la sede di Gorgonzola, facendone il suo centro di eccellenza internazionale per le soluzioni di aiuto alla navigazione aerea e la sorveglianza non radar che serve clienti in 170 Paesi: un ruolo fin lì diviso con Ditzigen in Germania.

«L’Italia è un Paese molto importante per Thales. Se si guarda a tutte le attività incluso lo spazio, è il secondo dopo la Francia nell’Ue grazie alla joint venture con Leonardo» dice in questa intervista a Economy Pascale Sourisse, Senior Executive Vice-President International Development di Thales. Che spiega: l’impatto delle tecnologie quantistiche sul business di Thales è straordinario, dai sensori che permettono di ridurre da due chilometri a due metri l’errore nell’identificazione di un velivolo dopo un volo transoceanico alla crittografia, che permette di difendere fin da oggi i dati sensibili dai futuri attacchi condotti da computer quantistici. Una tecnologia che è già pronta, e con la quale è stata protetta lo scorso dicembre la rete 5G di SK Telecom in Corea.

Ci fa un esempio di come Thales Italia contribuisce all’innovazione tecnologica che caratterizza il gruppo a livello globale?

Nel nostro centro di competenza di Firenze, che è il più importante di Thales nel campo delle soluzioni di sicurezza per aeroporti, stiamo investendo molto per sfruttare appieno tutte le nuove soluzioni di riconoscimento biometrico, con l’obiettivo di proporre un’offerta molto efficiente che assicuri un passaggio il più possibile fluido dei passeggeri attraverso gli aeroporti. Queste soluzioni, basate sul riconoscimento facciale, permettono di registrarsi e effettuare il check-in a casa, per esempio attraverso lo smartphone, e di identificarsi all’aeroporto, eliminando così blocchi e rallentamenti ai controlli di sicurezza. In questo modo è possibile risparmiare tra il 30 e il 40% del tempo speso dai passeggeri per queste pratiche, migliorando in modo significativo la loro esperienza. Gli aeroporti sono molto interessati a questa efficienza funzionale, che crea anche l’opportunità di sviluppare servizi supplementari che, a quel punto, i passeggeri hanno il tempo di utilizzare, a partire dai centri commerciali. Queste novità sono quindi molto ben accolte non solo dai passeggeri ma anche da aeroporti e compagnie aeree, che sono interessate a migliorare l’esperienza dei passeggeri. Abbiamo numerosi progetti pilota in diversi aeroporti in Europa, Italia inclusa.

E in campo di cybersecurity?

A Firenze ci sono competenze anche in questa materia: intendiamo svilupparle attraverso adeguati investimenti. Abbiamo investito molto a livello di gruppo in questo campo, acquisendo Gemalto nell’aprile nel 2019 per 4,8 miliardi di euro e l’americana Imperva lo scorso mese di dicembre per 3,6 miliardi di dollari, rafforzando il nostro portafoglio nel campo della sicurezza dei dati e delle applicazioni. Siamo così diventati uno dei 5 più importanti operatori del mondo in campo di sicurezza informatica, il numero uno in Europa. Il nostro approccio è quello di avere un portafoglio molto ampio per garantire la protezione di identità, dati, applicazioni, gestione dell’identità e dell’accesso, oltre a servizi che permettono di sviluppare soluzioni per i clienti. Abbiamo questo approccio anche in Italia, dove siamo coinvolti nelle attività del Polo strategico nazionale. Siamo molto flessibili, possiamo prenderci la completa responsabilità di un progetto come primo appaltatore oppure partecipare, mettendo a disposizione le nostre soluzioni tecnologiche che sono di livello assoluto. Non operiamo solo nel settore pubblico ma anche in quello privato, collaboriamo con numerose imprese per esempio in campo finanziario, specie bancario, e tecnologico: lavoriamo con Google, Microsoft, Apple…

Thales è attiva anche nel campo delle tecnologie quantistiche. Che tipo di impatto hanno e avranno sul vostro business?

Un impatto straordinario. Stiamo investendo molto in diverse applicazioni di queste tecnologie, in campo di sensori, crittografia e comunicazioni. Non investiamo in computer quantistici, ma lavoriamo su come utilizzarli, per esempio nel settore degli algoritmi che potranno funzionare su quel tipo di computer. Per quanto riguarda prima di tutto i sensori quantistici, con queste tecnologie è possibile migliorare le performance dei sistemi radar e di navigazione inerziale di un fattore di almeno 100, forse mille, con soluzioni molto compatte. È una completa rivoluzione, perché permetterà di raggiungere un livello di accuratezza per sistemi autonomi con sistemi inerziali quantistici anche sott’acqua, dove i sistemi di navigazione satellitare come il Gps e quelli di radio comunicazione non possono funzionare, così da avere un sistema che guida il veicolo in modo accuratissimo.

Ci fa un esempio?

Un aereo che vola sull’Atlantico equipaggiato con un sistema inerziale quantistico sarebbe mille volte più accurato. Se oggi al termine di un volo da New York a Roma il livello di incertezza o di errore sull’identificazione dell’esatto posizionamento del velivolo è di circa due chilometri, con i sistemi inerziali quantistici sarà di due metri! Una completa rivoluzione. Stiamo lavorando in questo modo anche su radar e sonar, per ogni tipo di sensore. Abbiamo già dei prototipi, una delle sfide che affrontiamo è proprio quella di riuscire a investire a un ritmo che ci permetta di industrializzare questi nuovi prodotti il prima possibile, il che avverrà relativamente presto, molto prima di quando saranno disponibili i computer quantistici. Ci sono applicazioni sia in campo civile che militare.

E in campo di comunicazione e crittografia?

Attraverso l’uso delle proprietà fisiche delle tecnologie quantistiche si possono rendere le comunicazioni completamente sicure: un’intrusione è immediatamente rilevata. I due comunicatori si scambiano una chiave quantistica per crittografare il messaggio; se una terza parte accede alla chiave il sistema modifica immediatamente lo status della chiave e avvisa che c’è stata un’intrusione. Lavoriamo su questo con due delle più importanti università italiane. Per quanto riguarda la crittografia, Thales è stata selezionata dalla statunitense Nist (National institute of standards and technology) per far parte di un consorzio che ha il compito di identificare algoritmi crittografici in grado di resistere fin da oggi agli attacchi condotti da computer quantistici. Anche se oggi quel tipo di computer non è ancora operativo, è molto importante avere già oggi soluzioni in grado di difendere dai futuri attacchi.

Perché?

Ci sono dati sensibili, come quelli sanitari, che durano decine di anni: saranno ancora utilizzati quando i computer quantistici entreranno in funzione, ed è bene che siano già protetti da quel tipo di attacchi. I computer quantistici rivoluzioneranno le performance dell’high-power computing, e gli algoritmi che resistono senza problemi agli attacchi condotti dai computer in uso oggi non sono abbastanza sicuri per reggere all’urto futuro dei computer quantistici. Lo scorso mese di dicembre, in collaborazione con SK Telecom abbiamo messo in sicurezza la rete 5G in Corea con il sistema crittografico post-quantistico. Thales sta lavorando su queste tecnologie anche in Italia: è coinvolto in particolare il centro di competenza di Firenze.

Qual è il grado di coinvolgimento delle Pmi nelle vostre attività italiane?

Thales lavora molto con le catene di fornitura, che sono coinvolte in una quota tra il 50 e il 70% del valore dei contratti, e in particolare con le Pmi. Supportiamo pienamente l’obiettivo del governo di incrementare il loro coinvolgimento, e lavoriamo in questa direzione. E più sviluppiamo relazioni con le Pmi che fanno parte della nostra catena di fornitura per i programmi nazionali, più siamo in grado di coinvolgerle in programmi di export.