Namapa, Mozambico. Il compound italiano si ritrova nel mezzo della guerriglia jihadista. Il personale va esfiltrato sotto copertura, ma il quartiere è irraggiungibile. Caapiranga, Amazzonia. Il geologo di un’azienda italiana si sente male. Si sospetta una peritonite. Va elitrasportato al più presto all’ospedale di Manaus, 60 chilometri a est: le strade sono bloccate. Kiev, Ucraina. I dipendenti delle aziende italiane vanno evacuati, ma non ci sono rotte sicure. Non è la sceneggiatura di un disaster movie, quanto il business quotidiano di International Sos, leader mondiale nell’assistenza sanitaria e nei servizi di sicurezza, a cui si affidano 9.000 tra multinazionali e Pmi, governi, istituzioni e Ong. «Salviamo e proteggiamo la  forza lavoro dei nostri clienti in tutto il mondo, anche in caso di eventi climatici estremi, epidemie o incidenti di sicurezza», spiega a Economy Franco Fantozzi, senior security advisor di International Sos, uno che alle spalle ha una carriera trentennale nell’Arma dei Carabinieri, la maggior parte dei quali nel Raggruppamento Operativo Speciale, incarichi all’Europol, docente di “Tecnologie per la Sicurezza” alla Cattolica di Milano. «Sul campo abbiamo 13 mila esperti in ambito sicurezza, medico, logistico e digitale che forniscono supporto e assistenza da oltre 1.200 sedi in 90 Paesi, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno», dice.

Se volete sapere cosa sta per succedere del mondo, chiedetelo a International Sos, che ogni anno redige una mappa geografica classificando i livelli di rischio – sanitario e geopolitico – su una scala da “insignificante” a “estremo”. Il probabile conflitto in Ucraina, per esempio, era già presente nella Risk Map 2022, redatta l’anno precedente. E oggi? «L’impatto della pandemia e la volatilità dei mercati energetici e dei beni alimentari hanno certamente contribuito a creare ampie zone di crescente instabilità, situazioni di crisi da monitorare con estrema attenzione. Basti pensare a ciò che si sta verificando in Paesi come il Pakistan, il Libano e la Tunisia, senza considerare la fascia del Sahel e altre regioni dove tematiche di carattere socio-economico si intersecano con annose divisioni e tensioni di tipo etnico e settario», risponde il senior advisor di International Sos. Poi c’è il cambiamento climatico: «Con l’aumento delle temperature e dei livelli di acqua stagnante, si prevede l’aumento delle malattie trasmesse dalle zanzare. Questa situazione potrebbe potenzialmente causare focolai di malaria, febbre dengue e zika in luoghi dove non sono mai state presenti prima e focolai più frequenti in aree dove già esistono», sottolinea Fantozzi. E cita una brutta parola: “permacrisi”. «Sulla base delle analisi fatte negli ultimi anni tra oltre 1200 professionisti senior delle maggiori aziende, possiamo considerarci in una sorta di crisi permanente, nel senso di ciclica», chiarisce: «si è sempre detto che la crisi ha un “pre”, un durante e un “post” che però individuare in questo momento è complicato». Il senior advisor di International Sos pone l’accento sulla “crisis management fatigue”: «Questo continuo aggiornamento del ciclo della crisi porta a un problema di carattere mentale: diventa fondamentale avere un provider che si avvale di analisti per sapere a cosa si va incontro. I dipendenti e i responsabili delle decisioni devono essere informati sui rischi e sulle misure che l’organizzazione sta adottando per mitigarli, per garantire la sicurezza della forza lavoro».

Ecco, appunto: la garanzia della sicurezza della forza lavoro è un dovere sancito anche dall’art. 2087 del Codice Civile, in base al quale l’imprenditore è tenuto ad adottare le misure “necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. Per questo International Sos Foundation ha realizzato, in collaborazione con lo studio legale internazionale Gianni & Origoni il libro bianco “Duty of Care: il nuovo modello in materia di gestione dei rischi di viaggio”, che analizza l’evoluzione del quadro normativo in tema di travel risk management e in particolare lo standard Iso 31030:2021.

«Lo standard Iso 31030:2021 (Travel Risk Management – Guidance for Organizations) è uno standard internazionale riconosciuto in 70 Paesi, che si applica a organizzazioni di ogni tipo, aziende, enti pubblici, Ong, università – pensiamo all’Erasmus, per esempio – e fornisce linee guida e buone pratiche per un efficace adempimento degli obblighi riconducibili all’ambito del duty of care», sottolinea Fantozzi. «È fondamentale anche per la gestione del rischio trasferta. E non è un “pezzo di carta”, ma uno strumento operativo in continua evoluzione. Il rispetto degli standard Iso, che sono regolarmente applicati da assicuratori, enti normativi e autorità locali, contribuisce a ridurre l’esposizione a sanzioni legali e finanziarie, oltre che a danni reputazionali, tutelando i datori di lavoro e i manager a vario titolo coinvolti nella gestione dei viaggi di lavoro».

Negli ultimi cinque anni, infatti, International Sos ha assistito ad un aumento dei livelli di allerta nei confronti dei rischi legati ai viaggi. Il significativo deterioramento del quadro di sicurezza a livello internazionale, principalmente causato dalla pandemia da Covid-19, il conflitto in Ucraina e un generale aumento dell’instabilità politica, ha portato alla nascita di una cosiddetta “nuova normalità” di viaggio, «definibile», sottolinea Fantozzi, «come un dinamico e complesso contesto multi-stratificato di minacce, e caratterizzata da un aumento dei rischi per persone e organizzazioni, come attestato dall’aumento dell’ 11% del numero dei casi di assistenza rispetto al periodo pre-pandemico. «Questo comporta una crescente necessità per il personale viaggiante di ricevere supporto in ogni fase della trasferta, dalla pianificazione alla gestione di eventuali situazioni di emergenza», commenta il senior security advisor per International Sos. «Lo standard Iso 31030 ha il grande merito di aver definito un minimo comune denominatore al quale aziende e organizzazioni di ogni tipo e dimensione dovranno attenersi per proteggere l’incolumità e il benessere delle persone sotto la loro tutela».

A tale riguardo, International SOS collabora anche con Rina, multinazionale italiana di certificazione e consulenza ingegneristica, per supportare le aziende in un percorso di assessment a livello organizzativo e procedurale in materia di gestione dei rischi di viaggio, mettendole nelle condizioni di poter conseguire una attestazione di conformità alla norma Iso, estremamente importante in un’ottica di ottimizzazione dei processi e di compliance normativa. «Grazie a questo accordo e alla partnership con lo studio legale internazionale Gianni & Origoni, che consente di integrare nell’assessment anche l’ambito compliance e duty of care, siamo in grado di offrire ai nostri clienti un supporto a 360° per una gestione integrata dei rischi di viaggio. La conformità ai nuovi standard, inoltre, offre un vantaggio competitivo rispetto agli altri player di mercato e favorisce da un lato la tranquillità e la fiducia della forza lavoro verso l’azienda, alimentando un ciclo virtuoso in termini di produttività e riduzione del turnover, dall’altro l’aderenza alla normativa italiana corrente».