siccità

I tanto attesi temporali potrebbero arrivare nei prossimi giorni e non allevieranno il problema della siccità, nè le difficoltà per il settore agricolo. Anzi. A lanciare l’allarme è la Coldiretti, che spiega come la pioggia per dare davvero respiro ai terreni debba cadere in modo costante per più giorni. Le precipitazioni violente, che con questo clima hanno molte possibilità di manifestarsi, potrebbero provare danni, siccome i terreni non riescono ad assorbire l’acqua, la quale cadendo tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti. Nei giorni scorsi alcune città sono già state colpite da temporali, con grandine, vento forte e violente precipitazioni, che  hanno causato l’abbattimento di alberi e frane. Il caldo non accenna ad andare via, tutt’altro. Ci sono 19 città da bollino rosso.

Il Po continua a soffrire

Il livello idrometrico del fiume Po che è sceso a 3,8 metri al Ponte della Becca che e’ rappresentativo delle criticità presenti sull’intera Penisola a partire dalla pianura padana dove “Per la mancanza di acqua – precisa la Coldiretti – e’ minacciata oltre il 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo. La situazione di carenza idrica riguarda anche i grandi laghi del Nord con il Maggiore che ha appena il 16% di riempimento dell’invaso e in quello di Como va ancora peggio con appena l’ 1,2% mentre nelle zone a valle serve l’acqua per irrigare le coltivazioni, e persino il Garda e’ pieno poco meno di 1/3 (32%). Il mix esplosivo caldo e siccità ha favorito il divampare degli incendi con danni incalcolabili dal punto di vista economico ed ambientale tanto che ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire l’habitat nei boschi andati distrutti dalle fiamme”.

Un impatto devastante sull’economia

La siccità ha penalizzato le produzioni nazionali. Il masi ha registrato un calo del 45%, così come i foraggi che servono all’alimentazione degli animali. C’è stata una diminuzione del 20% per il latte nelle stalle con le mucche stressate dal caldo afoso, del 30% per il frumento duro per la pasta nelle regioni del sud. In diminuzione di oltre 1/5 le produzioni di frumento tenero, ma crollano del 30% pure la produzione di riso, del 15% quella della frutta ustionata da temperature di 40 gradi, e del 20% cozze e vongole uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po, dove si allargano le zone di “acqua morta”, assalti di insetti e cavallette che solo in Sardegna hanno già devastato quasi 40mila ettari di campi.

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“Occorre intervenire nell’immediato con misure di emergenza per salvare i raccolti e il futuro di aziende e stalle in grave difficoltà – afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che – la devastante siccita’ che stiamo affrontando ha evidenziato ancora una volta che l’Italia ha bisogno di nuovi invasi per raccogliere l’acqua a servizio dei cittadini e delle attività economiche, come quella agricola che, in presenza di acqua, potrebbe moltiplicare la capacita’ produttiva in un momento in cui a causa degli effetti della guerra in Ucraina abbiamo bisogno di tutto il nostro potenziale per garantire cibo ai cittadini e ridurre la dipendenza dall’estero”. Coldiretrti e Anbi hanno elaborato un progetto per la realizzazione di una rete di bacini di accumulo (veri e propri laghetti) per arrivare a raccogliere il 50% dell’acqua dalla pioggia. I laghetti sarebbero realizzati senza cemento, con pietra locale e con le stesse terre di scavo con cui sono stati preparati, per raccogliere l’acqua piovana e utilizzarla in caso di necessita’.