Siccità razionamento diurno acqua

Il prolungarsi delle altissime temperature, l’assenza ripetuta di precipitazioni e la siccità che ne è scaturita impone all’Italia un piano per provare a preservare le riserva d’acqua necessaria alla vita dei cittadini e alle necessità degli operatori del comparto agricolo e industriale. Si va dunque verso un possibile razionamento diurno dell’acqua, così come detto anche dal Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio a Sky Tg24: “In alcune zone del Paese non è sicuramente escluso il fatto che il razionamento dell’acqua porti a una chiusura temporanea anche nelle ore diurne. Bisognerà capire i segnali metereologici delle prossime settimane. Avremo anche dei momenti in cui l’acqua arriverà e probabilmente arriverà tutta insieme”. Misure estreme dunque per provare a risolvere il problema della mancanza d’acqua che verranno contenute nel Decreto siccità, anche se alcuni Comuni si sono già attivati in maniera autonoma.

Siccità, possibile razionamento diurno dell’acqua

Tra i Comuni che si sono mossi in maniera autonoma per il razionamento diurno dell’acqua troviamo Castenaso, in provincia di Bologna, dove il sindaco ha imposto ai barbieri e parrucchieri di effettuare un solo lavaggio della testa ai clienti per non sprecare l’acqua. A Bologna città, invece, è stato previsto un decalogo anti spreco che prevede l’utilizzo della lavatrice a pieno carico a 30 gradi, dell’acqua di cottura della pasta per lavare i piatti e di quella utilizzata per lavare frutta e verdura per annaffiare le piante. Non si potranno annaffiare poi orti e giardini e lavare auto – tranne che in autolavaggio – tra le 8 e le 21.Le stesse regole sono state condivise dai Comuni di Voghera, Parma, Vicenza, Pistoia, Padova, Spoleto e Perugia.

E ancora a Cogoledo non si potrà fare la doccia in spiaggia e a Mantona e Milano i sindaci hanno deciso di chiudere le fontanelle pubbliche. Si tratta, naturalmente, di misure che da sole non possono tamponare l’emergenza siccità, ma che comunque permettono di coinvolgere i cittadini e sensibilizzarli su una problematica che, secondo diversi esperti, potrebbe diventare sistemica in estate.

C’è poi il tema degli sprechi. Come riportato dal report “Le statistiche Istat sull’acqua | Anni 2018 -2020”, la rete nazionale di distribuzione dell’acqua potabile ha una percentuale di perdite pari al 42%. Questo vuol dire che ogni 100 litri di acqua immessi nel sistema, ben 42 vanno dispersi. Gli sprechi sarebbero dovuti alle cattive condizioni dell’infrastruttura idrica, ma anche ad allacci abusivi messi in atto da alcuni cittadini. Più nello specifico per le cattive condizioni dell’infrastruttura idrica si perdono 3,4 miliardi di metri cubi, ovvero 156 litri al giorno per abitante, dato che si comprende se si guarda al consumo giornaliero pro capite di acqua in Italia, pari a 215 litri. Importante, in tema di sprechi, è anche il dato geografico: al Centro-Sud si spreca di più che al Nord.