settore tessile

Il fatturato del settore tessile brucia 100 milioni di euro in un anno. Lo dice un’analisi condotta da Pambianco sui fatturati 2023 di 16 realtà tricolori, tra le principali del segmento di tessuti e filati. I ricavi del campione preso in esame dallo studio si sono attestati a quota 2,4 miliardi, in leggera flessione sui 2,5 del 2022: in termini percentuali è una decrescita del 2%. I dati, sull’anno fiscale, rappresentano un campanello d’allarme per tutta la fashion industry e in particolare per la filiera. Se la flessione è pur breve, va detto che le aspettative sono state in parte deluse, perché dopo un 2022.

Marzotto è ancora leader nel settore tessile

Il trend della normalizzazione, profetizzata alla fine di un 2022 eccezionale, sembra essersi concretizzato in particolar modo per le aziende che occupano il podio di tessuti e filati. A fare da traino al settore si riconferma il Gruppo Marzotto con una crescita del 7,6%, totalizzando ricavi per 398 milioni di euro, contro i 370 del 2022. Preceduta da un segno negativo, e con un calo double digit, la performance del Gruppo Carvico, in calo del 21,7% e fermatosi nel 2023 a 291 milioni, contro i quasi 370 dello scorso anno. Conferma la sua terza posizione anche la mantovana Fulgar, con i suoi 184 milioni di euro, contro i 242 di un anno prima e anch’essa in calo a doppia cifra (-24%). La frenata del Gruppo Carvico e Fulgar, rispettivamente specializzata nella nella produzione di tessuti indemagliabili e nella lavorazione del nylon, porta inevitabilmente a una riflessione sul boom dei tessuti tecnici emerso al suo massimo splendore nel 2022, sull’onda dei trend post-Covid, e ora ridimensionato, come reso evidente dalla parabola discendente dello sportswear. Fuori dal podio, ascrivibile al fenomeno e in leggera flessione, seppur più contenuta, anche il gruppo tessile Limontarallentato del 3,4% a 171 milioni di euro, contro i 177 milioni dell’anno precedente. A chiudere il ranking, il lanificio Botto Giuseppe e il player comasco Clerici Tessuto, produttore tessile per il mondo luxury, che, invece, hanno archiviato in crescita l’annata rispettivamente a 75 e 62 milioni di euro (+7,1% e +1,6%). Guardando al campione, la performance più brillante è stata quella di Mantero Seta, che nei dodici mesi ha messo a segno un incremento del 26,3% a quota 102 milioni di euro

Quali sono le prospettive per il comparto tessile

Nel 2023, il fatturato del tessile si era attestato a 7,7 miliardi di euro, in flessione single digit del 2,5% sul 2022, seppur in crescita del 2,2% sul 2019 e con un calo anche sul fronte delle esportazioni (-2,7 per cento). A pesare sulla performance dell’anno passato, dopo un primo semestre che ha vissuto ancora di rendita sui fasti del 2022, soprattutto una seconda metà in chiaroscuro. E per quanto riguarda il 2024, le previsioni e il sentiment impongono la cautela e si deve sperare in una nuova fase di rilancio per la seconda parte dell’anno, di cui però ancora è difficile cogliere i segnali, mentre il 2025 appare indecifrabile. L’obiettivo del settore tessile è quello di intercettare la ripresa dei consumi che condizionerà l’andamento di tutta la filiera.

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