Non è solo un’opportunità formativa, ma un passaggio che negli anni è diventato un piccolo laboratorio di politica pubblica. Il nuovo bando del Servizio civile universale mette sul tavolo 65.964 posti e riaccende i riflettori su uno degli strumenti più strutturati di coinvolgimento giovanile nel Paese. L’avviso è comparso sul sito del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e da quel momento è scattato il conto alla rovescia: le candidature dovranno essere presentate entro le 14:00 dell’8 aprile.

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I numeri parlano da soli. Si tratta del secondo bando più ampio nella storia del Dipartimento, come ha sottolineato il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, rivendicando un percorso di consolidamento che negli ultimi anni ha puntato a rendere il Servizio civile un tassello stabile delle politiche per le nuove generazioni. Non più soltanto un’esperienza di volontariato “strutturato”, ma un segmento integrato tra formazione civica, competenze operative e sperimentazione in ambiti strategici come l’educazione digitale, la transizione ambientale e la valorizzazione del comparto agricolo.

Il meccanismo di accesso è ormai interamente digitale. La domanda può essere inoltrata esclusivamente attraverso la piattaforma Dol, accessibile con Spid o Carta d’identità elettronica. Possono candidarsi i giovani tra i 18 e i 29 anni non ancora compiuti, italiani o stranieri regolarmente residenti in Italia. Un bacino potenziale ampio, che intercetta studenti, neodiplomati, laureandi e giovani in cerca di un primo tassello professionale.

I progetti hanno una durata compresa tra 10 e 12 mesi e prevedono un impegno medio di circa 25 ore settimanali. È prevista un’indennità mensile pari a 519,47 euro, cifra che non configura un rapporto di lavoro ma rappresenta un rimborso per l’attività svolta. In un mercato occupazionale che fatica ancora ad assorbire stabilmente le nuove leve, il Servizio civile si conferma una zona franca in cui sperimentare competenze, responsabilità e relazioni professionali.

Una quota non marginale dei posti – circa 1.500 – sarà attivata all’estero. In questi casi, al rimborso mensile si aggiunge una diaria giornaliera e sono garantiti vitto e alloggio. Un’opzione che amplia l’orizzonte dell’esperienza, offrendo un primo contatto con contesti internazionali e reti di cooperazione, elementi sempre più richiesti anche dal tessuto imprenditoriale.

Novità di quest’anno è l’attribuzione automatica della Carta giovani nazionale ai candidati selezionati, uno strumento che consente l’accesso a sconti e agevolazioni in ambito culturale e sportivo per la fascia 18-35 anni. Un tassello che si inserisce in una logica più ampia di accompagnamento, con l’obiettivo di costruire un ecosistema di opportunità attorno al percorso di servizio.

Il quadro politico, nel frattempo, si muove. È iniziato l’iter parlamentare della legge delega in materia di politiche giovanili e Servizio civile universale, che l’esecutivo punta ad approvare entro fine anno. L’intenzione dichiarata è quella di razionalizzare la normativa e rafforzare l’efficacia dello strumento, rendendolo più coerente con le trasformazioni economiche e sociali in atto.