Se l'editore di successopuò snobbare la libreria

Giuseppe Pierro ha un sorriso contagioso, non sta fermo un minuto, consulta carte, risponde al telefonino mentre mi fa fare il giro della sua bella azienda di Trani, il fiore all’occhiello della media editoria pugliese nel mercato europeo. Vado a trovarlo perché sono curiosa di sapere come ha fatto un industriale giovane, meno di cinquant’anni, a produrre volumi e utile anche in piena pandemia. Capacità? Visione? Forse entrambe. Ma partiamo da lontano per raccontarvi il piccolo “miracolo” di Ad Majora.

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Come nasce la sua azienda? Festeggiate un compleanno importante, ma da dove si  origina il successo di oggi?

Ad Maiora nasce nell’ormai lontano dicembre 2001 da un’idea condivisa con Giuseppe Calabrese, colui il quale sarebbe poi stato il mio compagno di avventura fino al 2016.

Ha origine dalla volontà di due ragazzi, dell’età di 24 e 25 anni, che avevano un sogno da realizzare: diventare la casa editrice giuridica leader a livello nazionale.  Un’idea che 20 anni fa appariva forse anche visionaria, ma in cui due ragazzi hanno creduto fortemente e, attraverso sacrifici e con poco a disposizione, anno dopo anno, hanno costruito le fondamenta dell’attuale Ad Maiora. È stata una specie di traversata nel deserto. Ci sono state difficoltà, ci sono stati problemi, ma c’era la certezza di riuscire a vincere quella che poteva apparire una sfida complessa ma assai avvincente. Si, alla fine posso dire che ce l’abbiamo fatta. La strada è ancora lunga, ma i risultati si vedono!

Lei è un imprenditore di successo. Quale è stata l’idea chiave per il tuo business?

Probabilmente l’idea vincente, sin dall’inizio, è stata la scelta della modalità di vendita, diversa da quella adottata dalle altre case editrici. Non abbiamo optato per la vendita dei testi in libreria, ma abbiamo deciso di gestire interamente tutte le fasi, dalla realizzazione delle opere alla diffusione commerciale tramite la vendita a distanza, con chiamata o online. Così siamo entrati direttamente in contatto con i professionisti riuscendo a curare ogni singolo rapporto fino ad ottenere la fidelizzazione del cliente. Politica aziendale, questa, di non facile attuazione perché implica a monte la sinergia dei diversi e molteplici settori, nonché la costante formazione del personale operante.

Oltre all’ambito giuridico Ad Maiora edita testi medici, tecnologici, sull’energia e dedicati all’infanzia

Numeri importanti, ma poi arriva la pandemia, il Covid. Come ha inciso sul suo gruppo?

È innegabile che il Covid-19 abbia destato e continui a destare grande preoccupazione, perché alla crisi sanitaria è seguita immediatamente quella finanziaria. Il mio gruppo di  lavoro si è unito ancora di più, ha continuato a lavorare e a investire. Nell’anno della  pandemia Ad Maiora si è ingrandita tramite l’apertura di due sedi (Andria e Ruvo di Puglia) creando nuove posizioni di lavoro. Contestualmente, per la fattiva tutela della salute delle dipendenti, ho investito tanto sugli screening settimanali, con i dispositivi di sicurezza quali i tamponi rapidi, riuscendo di volta in volta a isolare immediatamente il caso di positività che si manifestava, e mi sono premurato della loro vaccinazione. Ad Maiora è stata, infatti, tra le prime in Puglia a usufruire della somministrazione aziendale.

Come cercate di vincere la battaglia della competitività sul mercato interno ed esterno?

Esiste un’unica strada: quella dell’alta qualità dei prodotti editoriali per la divulgazione scientifica di settore, attraverso la pubblicazione di opere complete e aggiornate destinate ai professionisti. Tutti i testi, forniti anche di un taglio pratico, sono il risultato di un approfondito lavoro di ricerca. A tal fine ho inteso creare da un lato una redazione composta di figure  competenti sotto la guida del Direttore Editoriale, l’avvocato Triestina Bruno, dall’altro ho selezionato i singoli componenti dell’intero gruppo commerciale, che è costantemente formato. Ma posso dire con franchezza che se esiste una ricetta per il successo è quella di lavorare sull’unità del gruppo di lavoro. È essenziale andare tutti nella stessa direzione con l’identica convinzione.

Secondo lei c’è possibilità di diversificare per la sua azienda in futuro?

Io ritengo che ognuno di noi si debba specializzare nel proprio ramo per dare la massima professionalità al mercato. Tuttavia Ad Maiora, con l’avvento dell’ ebook e dei dispositivi di lettura elettronica, sta cercando di affiancare ai prodotti cartacei, sempre intramontabili, anche prodotti tecnologici quali software, videobook ed altro, molto graditi soprattutto dai professionisti più giovani. Inoltre il Gruppo Admaiora già da diversi anni ha creato all’interno nuove linee  editoriali che stanno pian piano prendendo mercato e quindi oltre a quella giuridica, per la quale Ad Maiora è conosciuta da 20 anni in tutta Italia, stiamo affiancando EnergyTec che si sta specializzando nel mondo dell’editoria tecnica, Ad Medical per quanto riguarda invece il vastissimo mondo della medicina e infine Ad Maiora Children che edita libri di storia e racconti didattici formativi per bambini di scuola elementare, affrontando problemi seri come il bullismo con la leggerezza di un racconto illustrato.

Ad Maiora è stata tra le prime aziende in Puglia ad offrire la vaccinazione contro il covid-19 in azienda

Che cosa si augura per le sue figlie? Che seguano le orme paterne?

Ovviamente, come tutti i genitori, sogno e auguro il meglio e quindi che possano entrare a far parte di Ad Maiora. Ma questo, se succederà, sarà solo dopo un lungo percorso di studi e specializzazioni e una lunga gavetta che obbligatoriamente dovranno fare all’interno dell’azienda per capire e toccare con mano tutti i comparti. Solo così potranno conquistarsi la fiducia dei collaboratori ed essere credibili ai loro occhi.

Lei da piccolo sognava di fare l’imprenditore e di avere tutto questo successo?

Assolutamente sì! L’imprenditore si fa per vocazione a mio avviso, non perché non si trova altro di meglio. Purtroppo proveniamo da un retaggio culturale del posto fisso che io non ho mai accettato. Solo chi ha la mentalità giusta può reggere angosce, ansie e duro lavoro quotidiano molte volte non supportati dai giusti risultati. Solo chi ha la mentalità giusta riesce ad essere appagato anche da piccole soddisfazioni, anche quando queste sono il risultato di rinunce a volte importanti come famiglia, amici e soprattutto tempo libero.

Se fosse Draghi, quale riforma attuerebbe per prima?

Posso parlare solo per quanto riguarda il mondo imprenditoriale. E qui da fare ci sarebbe tanto, a partire da una campagna a favore degli imprenditori che spesso vengono fin troppo demonizzati. Quasi nel 100% dei casi gli imprenditori sono figure che vorrebbero tanto essere in regola, ma a causa della forte pressione fiscale non lo sono. Alleggerirla potrebbe significare già tanto e farebbe vivere più serenamente centinaia di migliaia di italiani. Potrò essere di parte, ma quello che spero nel futuro è un Italia un po’ più dalla parte dell’impresa e un po’ meno dei sindacati.