sciopero 17 novembre

Allo sciopero del 17 novembre partecipano solo due sindacati su tre. Oggi l’Italia incrocia le braccia, ma non tutta. A sancire una spaccatura forte nella componente sindacale. Chi si astiene è la Cisl, sindacato cattolico, che ormai da tempo ha preso un’altra strada rispetto alle due gemelle Uil e Cgil. Il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri ieri ha attaccato senza mezzi termini Cisl, che negli ultimi dieci anni si è ormai astenuta dal scendere in piazza con le altre due sigle. Da parte della Cisl non c’è nessuna volontà di passare però per quelli che spaccano il fronte unito. Carlo Gerla, che dal 2018 guida la Cisl Milano, rimanda al mittente le accuse. Pavese d’origine, classe 1961, con un forte radicamento nel territorio e nel tessuto industriale, Gerla ha fatto della moderazione e della concertazione il proprio marchio di fabbrica. 

Carlo Gerla, segretario Cisl Milano spiega perché non ha partecipato allo sciopero del 17 novembre
Carlo Gerla, segretario Cisl Milano spiega perché non ha partecipato allo sciopero del 17 novembre

La Uil vi accusa di avere negli ultimi anni sistematicamente spaccato il fronte sindacale. È vero? 

No. Anche a proposito della manovra abbiamo in corso una serie di azioni unitarie, a partire dalla piattaforma che abbiamo proposto al governo Meloni. Per quanto ci riguarda siamo il sindacato della responsabilità e della negoziazione. Finchè ci sono le possibilità rimaniamo al tavolo e siamo disposti al confronto. Non siamo scesi in piazza perché è sbagliato in questo contesto abbiamo ritenuto di aver ricevuto delle risposte importanti. Inoltre non volevamo creare tensioni nelle fabbriche. 

LEGGI ANCHE: Sciopero, il 17 novembre scenderanno in piazza i lavoratori più garantiti

Quali sono le risposte importanti che ci sono nella finanziaria? 

Sul fisco ad esempio con il cuneo fiscale, ma anche  la ridefinizione delle aliquote dell’Irpef e i risultati che abbiamo ottenuto sul contratto del pubblico impiego. Ma non ci dobbiamo dimenticare anche dei contributi alle famiglie. 

È una manovra che la Cisl promuove a pieni voti allora? 

Abbiamo anche registrato dei limiti. Ad esempio sul lavoro, ma non ci sono le risorse per un cambio di tendenza. Non c’è stata la possibilità di indirizzare delle risorse sullo sviluppo. Non ci sono state politiche strutturate e ci sono delle mancanze sulla previdenza a partire da quota 103. Ci sono penalizzazione per alcune categorie come i medici. Non condividiamo la posizione degli altri sindacati, perché a nostro avviso vanno estese le tutele previste dai contratti nazionali di lavoro a tutti i lavoratori, scegliendo per quelli che non hanno contratti quello più affine.

Mancanze però che non sono sufficienti a farvi scioperare

Abbiamo deciso di manifestare sabato 25 novembre, senza ricorrere al mezzo dello sciopero.