elon musk

Le telecomunicazioni europee provano a giocare la partita dello spazio. Deutsche Telekom, Orange, Vodafone e Telefónica starebbero valutando la creazione di un consorzio comune per partecipare alla gara europea sulle frequenze satellitari e sviluppare servizi di connettività direttamente sugli smartphone. Un progetto che punta a rafforzare la posizione delle aziende del Vecchio Continente in un mercato nel quale Starlink di SpaceX ha già conquistato un vantaggio significativo.

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La tecnologia al centro della sfida è quella direct-to-mobile, che permette ai satelliti di comunicare direttamente con i normali telefoni cellulari, senza la necessità di apparecchiature o antenne dedicate. Una soluzione destinata a rendere la connettività satellitare più accessibile e che potrebbe avere un ruolo sempre maggiore soprattutto nelle aree dove le infrastrutture terrestri sono difficili o troppo costose da realizzare.

La partita europea dei satelliti, le big contro Starlink

Il progetto delle quattro società – riporta Il Sole 24 Ore – si inserisce nella più ampia strategia dell’Unione europea per costruire una propria infrastruttura satellitare. Al centro c’è IRIS², la futura costellazione europea pensata per garantire capacità di comunicazione sicure e una maggiore autonomia tecnologica nello spazio.

Il sistema dovrebbe comprendere circa 290 satelliti. Una parte rilevante delle risorse disponibili sarà destinata anche ad applicazioni commerciali, con lo spettro che verrà distribuito tra operatori europei e non europei.

È proprio su questa componente che le principali telco continentali intenderebbero concentrare i propri sforzi. Presentarsi con una struttura comune permetterebbe infatti di aumentare il peso industriale del progetto e di condividere gli ingenti costi legati allo sviluppo della tecnologia satellitare.

Perché le telco puntano sul direct-to-mobile

Per Deutsche Telekom, Orange, Vodafone e Telefónica – spiega Il Sole 24 Ore – l’interesse per i satelliti non riguarda soltanto la possibilità di entrare in un nuovo mercato. La connettività dallo spazio potrebbe diventare una vera estensione delle reti mobili tradizionali, completandone la copertura dove torri, fibra e altre infrastrutture terrestri non risultano convenienti.

Montagne, aree rurali, territori scarsamente popolati e zone difficili da raggiungere rappresentano alcuni degli scenari nei quali il collegamento diretto tra satellite e smartphone potrebbe offrire un vantaggio economico.

In prospettiva, quindi, il satellite potrebbe consentire agli operatori di ampliare la copertura senza dover sostenere ovunque gli stessi investimenti necessari per realizzare nuove infrastrutture a terra. Per le telco si aprirebbe così anche la possibilità di sviluppare nuovi servizi e generare ulteriori ricavi attraverso una tecnologia complementare alle reti esistenti.

La sfida lanciata a Elon Musk

Il principale punto di riferimento resta Starlink, la rete satellitare sviluppata da SpaceX e guidata da Elon Musk. Il gruppo dispone già di una costellazione molto più ampia e di una presenza consolidata nel mercato della connettività satellitare, una posizione che rende difficile per i concorrenti europei recuperare terreno rapidamente.

La possibile alleanza tra le quattro telco punta proprio a ridurre questo divario, mettendo insieme capitali, competenze tecnologiche e una vasta base di clienti. La dimensione del consorzio potrebbe diventare un elemento decisivo in un settore nel quale gli investimenti iniziali sono elevati e la scala industriale può fare la differenza.

Per l’Europa, inoltre, la questione non è soltanto commerciale. Lo sviluppo di una capacità satellitare autonoma rientra nella più ampia strategia di sovranità tecnologica dell’Unione, in un comparto sempre più importante per telecomunicazioni, sicurezza e infrastrutture digitali.