Sassuolo rinasce grazie agli Usa

I soliti fondi predoni che comprano i nostri gioielli? No, questi sono gli stranieri che investono e lasciano qui le nostre eccellenze. La storia di Marazzi può essere un caso, ma è un esempio innegabile. Gioiello della ceramica, azienda storica nel distretto di Sassuolo, è passata a fine 2012 in mano a Mohawk Industries Inc., il più grande produttore mondiale nel settore del flooring.

Tre mesi dopo il suo insediamento la multinazionale quotata alla Borsa di New York ha deciso di continuare a investire qui in Italia, a un ritrmo di 35 e 40 milioni l’anno.
Prima realizzando uno stabilimento nuovo a Fiorano, poi a Finale Emilia e ora ampliando la sede storica a Sassuolo, con nuove linee produttive che, dal reparto materie prime alla zona del confezionamento, superano il chilometro e mezzo di lunghezza. «Gli americani hanno creduto nel management Marazzi, nelle persone della Marazzi e nella ceramica italiana che continua ad essere leader in tutto il mondo» ha commentato l’amministratore delegato, Mauro Vandini, che crede nella forza umana, nonostante nel sito produttivo ad ogni ora del giorno e della notte viaggino 27 robot automatizzati e siano stati installati inkjet di ultima generazione, tecnologie di decorazione della ceramica a getto d’inchiostro, in grado di creare da immagini in file oltre 40 varianti di superficie per lo stesso prodotto con effetti molto naturali.

Nell’ultimo anno Vandini ha assunto 210 nuovi addetti: «abbiamo inserito molti giovani, fatto tantissima innovazione, trainign sul personale e abbiamo un centro di formazione attivo tutto l’anno. Perché crediamo che l’investimento migliore sia sempre quello sulle persone». Fondata nel 1961, l’azienda conta circa 500 addetti e due stabilimenti produttivi in Italia. Ma è soprattutto a livello internazionale che è stata protagonista di una notevole crescita. (paolo tomassone)