Maurizio Sarri nel 2019 durante la finale vinta di Uefa Europa League

Maurizio Sarri è uno degli allenatori più chiacchierati e controversi del calcio italiano di Serie A. Ha scelto di dirigere la formazione della Lazio del vulcanico presidente Claudio Lotito, firmando un accordo fino al 2025.

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Soprannominato il Comandante, a Sarri si deve il cosiddetto “sarrismo”, una tecnica di gioco incentrata principalmente sulla difesa a quattro con giocatori schierati in linea alta. Una difesa a zona già sperimentata nel Napoli e alla Juventus.

 

Quanto guadagna Maurizio Sarri

Da quest’anno, lo stipendio di Sarri allenatore dei celesti laziali è salito a 3,5 milioni all’anno. Guadagna 291mila euro al mese, oltre 13mila al giorno. Nell’ingaggio sono previsti altri premi e surplus anche, e non solo, in caso di vincita dello scudetto.

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Sinora aveva un accordo di ingaggio a 3 milioni netti a stagione, esclusi i bonus.

Da tecnico della Juve ne guadagnava 5,5 milioni all’anno netti, ed è stato secondo nella classifica dei coach più pagati, dopo Conte all’Inter (12 milioni di euro). Nel 2020 ha portato i bianconeri alla vittoria dello scudetto.

Con il Napoli di De Laurentiis, che lo ha salutato tra ruggini e dichiarazioni al vetriolo, percepiva uno stipendio netto di 1,4 milioni di euro all’anno e ha lavorato per 3 campionati (2014-2018) avvicinandosi alla vittoria dello scudetto.

Ma l’affare più proficuo sicuramente è stato con il Chelsea in Inghilterra, dove in una stagione (2018-2019) ha incassato 6,4 milioni lordi. Con i Blues ha vinto l’Europa League, il suo trofeo internazionale.

Quindi, da stime, avrebbe un patrimonio di circa 20 milioni di euro.

 

Sarri: scandalo calcioscommesse e insulti omofobi

Sarri ha un forte temperamento. Il 19 gennaio 2016, durante il quarto di finale di Coppa Italia perso dal Napoli contro l’Inter, durante un diverbio con l’allenatore interista Roberto Mancini si è lasciato andare a degli insulti omofobi. Per questo è stato condannato dal giudice sportivo a 2 turni di squalifica con multa di 20mila euro. Ma già 2 anni prima all’Empoli si era reso protagonista di un episodio simile durante la trasferta a Varese.

Nel 2011 è stato indagato nell’ambito dello scandalo inchiesta calcioscommesse. Il primo giugno 2012 il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto per lui un anno di squalifica per omessa denuncia. Ma il 18 giugno è stato prosciolto da ogni accusa.

 

Cosa faceva Sarri prima di allenare?

Prima di ritirare i riconoscimenti Panchina d’Argento e Panchina d’Oro, Sarri faceva altro, ma avendo sempre il calcio nella testa e nei muscoli. Ha lasciato un posto fisso e sicuro per la passione del pallone.

“Ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso. Mi chiamano ancora l’ex impiegato. Come fosse una colpa aver fatto altro”.

Lo ha dichiarato Maurizio Sarri che ha abbracciato una parabola ascendente costellata di meriti e successi, grazie alla sua tenacia. Impiego che lascerà nel 2002 quando prende le redini della squadra di calcio Sansovino.

Maurizio Sarri è nato a Napoli il 10 gennaio 1959. È figlio di un operaio toscano. Anche il padre lavorava umilmente come gruista all’Italsider di Bagnoli, ma sognava anche da ciclista professionista, agonismo che è riuscito a portare avanti.

Poi è cresciuto a Castro (Bergamo) e successivamente a Figline Valdarno (Firenze).

Sin da ragazzo, Sarri si è diviso tra il ruolo di calciatore dilettante e impiegato della Banca Toscana, per la quale ha lavorato anche a Londra, in Germania, in Svizzera e in Lussemburgo.

La sua vita, e il suo conto in banca, di semplice bancario, sono cambiati quando nel 2000 ha preso la guida del Sansovino e conquistando il soprannome di Mister 33, per via dei suoi schemi di gioco e per il talento mostrato in campo.