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MAURIZIO LEO VICEMINISTRO MEF

La riforma fiscale ora tocca le sanzioni: il consiglio dei ministri ha messo mano all’intero sistema del sanzionatorio tributario. Nella riunione dell’esecutivo di oggi è iniziato il percorso che porterà al rivedere le disposizioni comuni alle sanzioni amministrative e penali, con l’integrazione fra le diverse fattispecie sanzionatorie, la revisione dei rapporti tra processo penale e processo tributario, l’introduzione di meccanismi di compensazione tra le sanzioni da irrogare e quelle già irrogate (divieto del “bis in idem”) e la riduzione delle sanzioni. Inoltre è intenzione del governo mettere mano alle sanzioni penali, con particolare riferimento alla revisione dei profili sanzionatori per gli omessi versamenti non reiterati.

Sanzioni proporzionali alle condotte

Uno dei principi che sono stati introdotti dal governo riguardo alle le sanzioni amministrative è quello di prevedere una maggiore proporzionalità tra le sanzioni rispetto alle condotte contestate, ferma restando la maggiore rilevanza di comportamenti fraudolenti, e realizzando una revisione della disciplina della recidiva dei cumuli e delle continuazioni. «Con il nono decreto attuativo della delega fiscale,  – ha spiegato il vice ministro dell’Economia e delle finanze Maurizio Leo -si interviene sulle sanzioni tributarie, sia amministrative che penali. Per quanto riguarda le sanzioni amministrative verranno ridotte da un quinto a un terzo, avvicinandole ai parametri europei e introducendo un principio di maggiore proporzionalità. Per le sanzioni penali, verranno adeguate le norme relative alla non punibilità agli indirizzi emersi dalla giurisprudenza, aiutando chi non può pagare per cause di forza maggiore, chi decide comunque di mettersi in regola, anche attraverso la rateizzazione, pagando l’intera imposta, le sanzioni (ridotte) e gli interessi».