A seguito di una dichiarazione rilasciata dall’Unione Europea volta ad inasprire le sanzioni nei confronti della Russia, i pagamenti in crypto transfrontalieri verso l’Unione Europea sono stati vietati a partire dal 6 ottobre. Viene quindi eliminata definitivamente la soglia che era stata consentita in precedenza pari a 10.000€ di transato dai wallet russi a quelli europei.

Stablecoin: così i russi aggiravano le sanzioni

Come riportato dalla Blockchain Chainalysis, con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è aumentato l’uso, da parte di quest’ultimi, delle stablecoin, passando da una percentuale di utilizzo del 42% a gennaio scorso ad un 67% nel mese di marzo. Questo veloce aumento è dovuto in parte al tentativo dei cittadini russi di proteggere i propri patrimoni ed evitare di dover fronteggiare con la svalutazione del Rublo.

La Russia utilizzava le criptovalute per aggirare le sanzioni perché, data la loro matrice internazionale, non possono essere svalutate, come il Rublo, e sono più stabili. Per questo motivo, l’UE ha istituito il divieto dell’utilizzo di criptovalute nelle transizioni provenienti dalla Russia e destinate ai wallet provider europei. Questa limitazione, però, potrebbe comportare una migrazione degli utenti crypto verso exchange meno conosciuti e privi dei requisiti KYC, per poter continuare ad utilizzare questo metodo per aggirare le sanzioni.

Russia e criptovalute: in preparazione una CBDC

La Russia, che nel 2020 aveva vietato i pagamenti in crypto, ha da poco approvato l’utilizzo delle criptovalute per i pagamenti transfrontalieri. Inoltre, anche in vista delle nuove sanzioni internazionali, nelle sue relazioni con la Cina la Russia pianifica di condurre transazioni utilizzando la propria CBDC, attualmente già in fase di testing.

 

Una CBDC, acronimo di Central Bank Digital Currency, è una forma elettronica di moneta emessa da una banca centrale con un potenziale ampio utilizzo. Oltre ad essere emessa dalla banca centrale nazionale, è garantita dalla banca centrale emettitrice, quindi dotata delle stesse garanzie della valuta fisica in circolazione nei rispettivi paesi. Ciò rende le CBDC sicuramente più sicure e stabili rispetto ad altre valute digitali.

Buone norme per l’uso delle crypto

Il mondo delle crypto è in costante evoluzione e, come abbiamo potuto vedere, è fortemente influenzato da fattori di diverso tipo, che possono stravolgerne l’andamento. Per questo motivo è opportuno dedicare del tempo al monitoraggio dei vari grafici aggiornati delle criptovalute che si possiedono (o sulle quali si intende investire).

Le monete virtuali, infatti, non sono tutte uguali e presentano delle caratteristiche particolari che è fondamentale conoscere. L’andamento del valore e del prezzo di ognuna può variare anche molto: se alcune sono “collegate” alle valute fiat (come le Stablecoin citate in precedenza), altre potrebbero registrare picchi positivi e negativi improvvisi, per i motivi più vari.

Tra le buone norme da seguire nell’utilizzo delle criptovalute, una delle più importanti è ricorrere a delle piattaforme affidabili per quanto concerne la compravendita e l’investimento. Soprattutto se si è ancora poco informati in quest’ambito, è bene investire solo dopo un’attenta analisi della situazione passata e attuale, con l’aiuto di un consulente esperto in materia.

Un ultimo consiglio, ma non per importanza, è quello di proteggere adeguatamente le proprie criptomonete. Alcuni siti mettono a disposizione dei “portafogli” integrati, ma la soluzione migliore resta l’uso di un wallet hardware, decisamente più sicuro e meno vulnerabile a eventuali attacchi.