Sanzione cinese export sabbia

Continua il contrasto tra Stati Uniti e Cina dopo che la Presidente della Camera Usa, Nancy Pelosi, ha fatto visita a Taiwan. Gli Stati Uniti vogliono che “Taiwan abbia sempre libertà con sicurezza e non si stanno tirando indietro”, in un contesto di lotta “tra autocrazia e democrazia nel mondo”. Queste le parole dell’alto funzionario statunitense, il primo da 25 anni ad atterrare a Taipei. A seguito della sua visita a Taiwan, la Cina si è mostrata molto irritata ed ha annunciato di innalzare le sanzioni commerciali verso l’isola e di fermare le esportazioni di sabbia naturale. Ma in cosa consistono le sanzioni commerciali e perché è così importante l’export della sabbia? Vediamolo insieme.

Cosa sono le sanzioni

Iniziamo col dire che la sanzione è uno strumento di politica estera che utilizza la leva economica e commerciale e che si colloca tra simboliche azioni politico-diplomatiche e strumenti molto coercitivi. Per valutare la reale portata risolutoria di tali sanzioni occorre scomporre la loro azione in due passaggi: nel primo occorre valutare se la misura sanzionatoria restrittiva abbia effetto sulla specifica attività economica che si vuole colpire; nel secondo passaggio, invece, si valuta se all’effetto economico atteso segua il cambiamento politico nel Paese sanzionato. Le sanzioni commerciali sono utilizzabili da parte degli Stati, degli enti sovranazionali come l’Unione Europea nonché delle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, contro quei Paesi le cui policy risultano minatorie per il mantenimento della pace sia all’interno del Paese stesso sia nella regione circostante. Esse possono essere sia unilaterali che multilaterali, queste ultime sicuramente più efficaci delle prime. In concreto, le sanzioni commerciali comportano la sospensione degli scambi commerciali (importazioni o esportazioni) o l’innalzamento dei dazi sugli scambi delle merci con un determinato Paese.

Sanzione commerciale e l’export di sabbia

La Cina, a seguito della visita a Taiwan della Pelosi, ha deciso di inasprire le sanzioni commerciali nei confronti dell’isola: martedì ha temporaneamente interrotto le importazioni di prodotti da più aziende alimentari taiwanesi, produttrici, in particolare, di foglie di tè, frutta secca, miele, fave di cacao e verdure, nonché catture da circa 700 pescherecci.

A cosa serve la sabbia cinese e cosa sono i semiconduttori

La sanzione commerciale più importante riguarda però la sabbia naturale: la Cina, infatti, ne ha sospeso l’esportazione a Taiwan. La sabbia naturale è una materia molto importante soprattutto per l’industria dei semiconduttori. L’isola, infatti, è uno dei poli principali dell’industria dei microchip, piccolo semiconduttore necessario per trasmettere informazioni tramite specifiche caratteristiche elettriche. A Taiwan hanno sede aziende importantissime dell’industria dei semiconduttori come il colosso TSMC (primo produttore di microchip al mondo), MediaTek e ASE Technology. Secondo un comunicato, le autorità cinesi hanno adottato questo provvedimento in conformità con le norme di legge vigenti e la relativa misura entrerà in vigore il 3 agosto. Le ragioni della sospensione, tuttavia, non sono state specificate. Tale reazione da parte della Cina potrebbe essere letta come risposta alle parole di Nancy Pelosi, la qual, rilanciando il messaggio della sua missione, ha aggiunto che “l’America sta con Taiwan”, e un accordo commerciale bilaterale potrebbe essere “imminente”, grazie in parte alla legislazione sui semiconduttori approvata di recente dagli Usa che apre la strada “a migliori scambi economici”.