DANIELA SANTANCHE’ MINISTRO

Nuovi sviluppi giudiziari per Daniela Santanchè, senatrice di Fratelli d’Italia ed ex ministra del Turismo. La Procura di Milano ha concluso le indagini sul dissesto delle società della galassia Bioera-Ki Group, formulando a vario titolo ipotesi di bancarotta e altri reati societari. L’avviso di conclusione delle indagini rappresenta il passaggio che precede le decisioni dei pubblici ministeri sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, ma non equivale né all’apertura di un processo né a un accertamento di responsabilità.

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I fallimenti al centro dell’indagine

Gli accertamenti riguardano in particolare i fallimenti di Ki Group, Bioera e Ki Group Holding, società attive nel settore degli alimenti biologici e in passato amministrate da esponenti vicini alla parlamentare. I tre filoni, inizialmente distinti, sono stati riuniti dalla Procura di Milano dopo il deposito delle relazioni dei liquidatori. Santanchè è stata presidente e legale rappresentante di Ki Group tra il 2019 e il 2021 ed è stata presidente di Bioera fino al 2021.

Le accuse restano da dimostrare

Le contestazioni formulate dalla Procura riguardano, a seconda delle singole posizioni, presunte condotte di bancarotta fraudolenta, operazioni societarie ritenute irregolari e altre ipotesi connesse alla gestione delle aziende. In questa fase si tratta esclusivamente delle tesi dell’accusa: gli indagati potranno esaminare gli atti, depositare memorie, produrre documenti o chiedere di essere interrogati prima che i magistrati decidano se avanzare una richiesta di processo.

Gli altri procedimenti a Milano

Il nuovo fascicolo si aggiunge al processo già in corso per il presunto falso in bilancio delle società del gruppo Visibilia. Rimane inoltre aperto il procedimento sulla presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps per l’utilizzo della cassa integrazione durante l’emergenza Covid. Quest’ultimo si trova ancora nella fase dell’udienza preliminare, sospesa in attesa della decisione della Corte costituzionale sull’utilizzabilità di email e registrazioni acquisite durante le indagini.

Cosa può accadere adesso

Dopo la notifica dell’avviso, la Procura dovrà valutare le eventuali iniziative delle difese e stabilire se chiedere il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione di una o più posizioni. In caso di richiesta di processo, sarà il giudice dell’udienza preliminare a decidere se le accuse debbano essere esaminate in dibattimento. Fino a una sentenza definitiva resta valido il principio costituzionale della presunzione di innocenza.