La legge di Bilancio prevede la stabilizzazione per circa 48 mila medici, infermieri e operatori sanitari

Quasi 48mila. Sono tanti i professionisti che, a seguito dell’approvazione della manovra, potranno entrare a far parte del Servizio Sanitario Nazionale a tempo indeterminato. La Legge di Bilancio approvata dal Parlamento introduce, come proposto dalla Federazione Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso), la possibilità di stabilizzare il personale assunto nel corso dell’emergenza Covid.

Contratto pronto per chi ha lavorato nell’emergenza Covid

L’articolo 92 della manovra, infatti, prevede che, “al fine di rafforzare strutturalmente i servizi sanitari regionali anche per il recupero delle liste d’attesa e di consentire la valorizzazione della professionalità acquisita dal personale che ha prestato servizio anche durante l’emergenza da Covid19”, gli enti del Servizio Sanitario Nazionale possono assumere a tempo indeterminato, in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni di personale, il personale del ruolo sanitario e gli operatori socio-sanitari che abbiano maturato al 30 giugno 2022 alle dipendenze di un ente del Servizio sanitario nazionale almeno diciotto mesi di servizio, anche non continuativi, di cui almeno sei mesi nel periodo intercorrente tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022. Le stime effettuate dall’ufficio studi di Fiaso sono di 47.994 professionisti interessati alla stabilizzazione. In particolare, il provvedimento potrebbe riguardare 8.438 medici, 22.507 infermieri e 17.049 operatori sociosanitari e altro personale sanitario (tra cui tecnici di laboratorio, assistenti sanitari, biologi, ecc.).

Fiaso: «Colmare le carenze in organico per il futuro del Ssn»

«Arriva una boccata di ossigeno e un’iniezione di energia nelle Aziende sanitarie e ospedaliere con la stabilizzazione di quasi 48mila unità di personale – commenta il presidente di Fiaso, Giovanni Migliore – finalmente si torna a investire nella sanità pubblica e soprattutto nelle risorse umane che rappresentano le basi non solo per gestire il presente con la quarta ondata pandemica in corso, ma anche e soprattutto su cui costruire il futuro del Servizio Sanitario nazionale e le gambe per poter correre con idee e progetti. Siamo soddisfatti del recepimento del nostro emendamento da parte del Governo e dell’intero Parlamento che hanno dimostrato di avere a cuore il Servizio sanitario nazionale. Potremo valorizzare il patrimonio di esperienza accumulato in quasi due anni dai professionisti e colmare le carenze di organico dopo anni di restrizioni della spesa, programmare e investire in modo efficiente ed efficace le risorse assegnate alla formazione e sviluppare le progettualità del Pnrr. Non tutti gli operatori e non tutte le figure professionali impegnate nell’emergenza, però, rientrano nelle procedure di stabilizzazioni: come aziende sanitarie e ospedaliere ci impegniamo a garantire, secondo il piano dei fabbisogni e dei tetti di spesa, percorsi di assunzione attraverso concorsi pubblici».