di Diletta Talenti
Mentre il dibattito sulla salute mentale territoriale si intensifica — tra psicologia delle cure primarie e l’atteso Piano Nazionale della Salute Mentale (PANSM 2025-2030) — si fa sempre più urgente la necessità di un accesso psicologico semplice, prossimo alle persone, capace di trasformare una richiesta di aiuto in un percorso chiaro e strutturato.
In questo contesto, espressioni come “psicologo di base”, “psicologo delle cure primarie” e “psicologo dell’assistenza primaria” convergono su una stessa funzione di primo livello: ascolto, orientamento e continuità, prima di eventuali invii a livelli successivi di cura.
Eppure, proprio di fronte a una domanda in costante crescita, emerge un paradosso. Molti professionisti operano ancora in condizioni di forte frammentazione: lavorano da soli, senza una rete strutturata, con il rischio di indebolire sia la qualità del lavoro clinico sia la tenuta professionale nel tempo.
“Dello psicologo di base si parla da decenni, ma le sperimentazioni nel pubblico non hanno ancora trovato una cornice nazionale definitiva”, spiega il Dott. Alfonso D’Auria, psicologo e psicoterapeuta gruppo-analista, Direttore e co-fondatore di Psicologo di Base® insieme alla Dott.ssa Rosanna Nastro, psicologa e psicoterapeuta. «Noi abbiamo deciso di strutturare una risposta nell’ambito privato, mantenendo l’autonomia del professionista e un rapporto diretto e trasparente con la cittadinanza».
Psicologo di Base® è un servizio privato di psicologia di base, organizzato come rete territoriale nazionale di psicologi e psicoterapeuti e promosso da Mind The Group Srl, con il supporto di un portale web dedicato al coordinamento. Il modello è concepito come accesso di primo livello: un colloquio di accoglienza e orientamento che aiuta a dare forma alla domanda e a costruire un percorso appropriato — interventi brevi quando indicati, invio a livelli successivi quando necessario — nel rispetto delle esigenze reali delle persone.
La rete valorizza la dimensione territoriale e la prossimità “reale”, integrando quando utile anche la modalità online per migliorare accessibilità e continuità, riducendo le barriere legate a tempi, distanza e vincoli familiari o lavorativi.
La differenza sostanziale del progetto risiede nell’impostazione: al posto di logiche competitive, si promuove la collaborazione. Le richieste non vengono gestite “in carico a un singolo” in modo isolato: gruppi territoriali e momenti di confronto tra colleghi permettono di leggere meglio la domanda e di indirizzare la persona verso la risposta più adeguata, valorizzando competenze e specializzazioni presenti nella rete.
Operativo dal novembre 2021, il progetto ha sviluppato nel tempo una struttura che include un impianto di formazione continua, con momenti di confronto clinico — intervisione e supervisione — e iniziative nazionali di comunità professionale. In questa cornice si inserisce anche il contributo dei supervisori della rete. «Noi siamo psicologi e psicoterapeuti non tanto perché abbiamo pazienti che ci apprezzano, ma perché abbiamo colleghi che riconoscono la nostra professionalità»: è la frase richiamata dal progetto e attribuita al Dott. Angelo Silvestri, medico psichiatra e psicoterapeuta, Supervisore di Psicologo di Base®.
Il progetto si colloca nel solco del PANSM 2025-2030 e del dibattito sulla psicologia delle cure primarie, con i suoi pilastri: prossimità, accesso in tempi brevi, percorsi di primo livello e continuità. Psicologo di Base® chiarisce tuttavia la propria natura: è un servizio privato, non sostituisce i percorsi del Servizio Sanitario Nazionale e, quando opportuno, orienta ai servizi territoriali e ai livelli specialistici.
L’obiettivo è rendere l’accesso alla salute mentale più semplice e sostenibile, senza sacrificare la qualità: per i cittadini significa trovare una risposta chiara in tempi brevi; per i professionisti, lavorare dentro una cornice condivisa che restituisce senso e solidità alla pratica clinica quotidiana.













