Imprese italiane alla conquista del Brasile grazie alla strategia “Push” di Sace, la società assicurativo-finanziaria italiana, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che da oltre 40 anni è il partner di riferimento per le aziende del nostro Paese che esportano e crescono nei mercati esteri, alle quali offre garanzie finanziarie per l’accesso al credito.  

CSN è il secondo esportatore di ferro del Brasile

Saranno ben 453 le realtà produttive nazionali interessate al settore – in larga parte piccole e medie imprese – che potranno beneficiare di questa iniziativa di Sace finalizzata a incrementare la capacità produttiva del Gruppo CSN (Companhia Siderúrgica Nacional), il secondo esportatore di ferro del Brasile.

SACE ha garantito un finanziamento da 375 milioni di dollari in favore di CSN Mineracao SA – attiva nei processi di estrazione, lavorazione e vendita del ferro – erogato da un pool di banche guidato da BNP Paribas, in qualità di Agent, Bookrunner e Assicurato, e composto dai Mandated Lead Arranger BNP Paribas, Crédit Agricole Corporate and Investment Bank, Natixis Corporate & Investment Banking through its New York Branch e Société Générale Milan Branch.

La Push Strategy agevolerà l’export italiano 

Il progetto è destinato a fare da “apripista” all’export italiano in un mercato ad alto potenziale per il Made in Italy come quello brasiliano, agevolando la stipula di contratti agli esportatori italiani. Il programma prevede l’organizzazione di incontri di business matching – il primo sarà entro la fine del 2022 – tra Pmi italiane interessate ad accreditarsi come fornitori e i procurement team delle controparti estere beneficiarie delle linee di finanziamento.

Gli incontri di business matching saranno ulteriormente rafforzati grazie a un calendario sempre più ricco di eventi e alla rafforzata collaborazione con le associazioni d’impresa e gli organismi del Sistema Italia presenti in loco.

Sace ha già fatto stipulare 19 contratti in Brasile

Considerato uno dei primi 5 player minerari a livello mondiale, il Brasile possiede le seconde riserve mondiali di minerale ferroso, le quarte di bauxite, le settime di oro e il sottosuolo contiene in abbondanza, tra gli altri, nickel, stagno, rame, manganese e nibio. Il fatturato complessivo del settore nel 2021 ha sfiorato i 45 mld di dollari, circa il 3% del PIL. Rispetto al 2020 la crescita di quasi il 50% è stata favorita dalla dinamica di prezzo sostenuta per buona parte dell’anno per quasi tutte le tipologie di metalli. Ancora oggi nel Paese sono attive circa 3mila miniere. Il minerale di ferro consta per i due terzi del fatturato del settore con una produzione pari a circa 400 milioni di tonnellate annue.

A facilitare la chiusura dell’operazione in Brasile è stato l’ufficio di SACE a Sao Paulo che era in contatto già da oltre 5 anni con il Gruppo CSN e aveva già avviato un rapporto di collaborazione che, dopo l’emergenza da Covid-19, ha permesso di scegliere la soluzione migliore sia per il loro business sia per le imprese italiane. Infatti negli ultimi 6 anni, il Gruppo CSN ha già finalizzato contratti commerciali relativi a forniture con 19 esportatori italiani tra cui diversi clienti SACE, quali Matec, Paul Wurth Italia, Leonardo e Bedeschi.

Le strategie espansive del Gruppo CSN Brasil

Il finanziamento contribuisce allo sviluppo del piano di investimenti del Gruppo CSN nell’arco del quinquennio 2021-2025 che prevede la realizzazione di un nuovo sito produttivo a Congonhas City nello stato di Minas Gerais, progetti di espansione industriale di impianti produttivi esistenti e l’implementazione di tecnologia per l’incremento il recupero di materiale di scarto, con l’obiettivo di incrementare il valore delle importazioni dall’Italia.

Il Gruppo CSN, attivo dal 1941 nel settore dello steel, possiede una capacità produttiva di 5,6 milioni di tonnellate all’anno di acciaio grezzo.