saldi estivi

È atteso per sabato 2 luglio l’inizio dei saldi estivi che, proprio in questa data, prenderanno piede in quasi tutte le Regioni italiane. La durata, come di consueto, sarà di 6 settimane, con le vendite straordinarie che interessano molto le famiglie italiane, soprattutto in un periodo come questo fortemente contraddistinto dall’inflazione e dal caro bollette – carburanti. Vediamo dunque insieme come evitare i rischi relativi ai saldi estivi e, di conseguenza, spendere in sicurezza.

Sabato 2 luglio: via i saldi estivi

Anche per il 2022 sono state confermate le modalità di svolgimento delle vendite di fine stagione, che dovranno sottostare ad una serie di regole riportate nel decalogo dei saldi chiari e sicuri. È sempre in nome della sicurezza e della trasparenza che Federazione Moda Italia e Confcommercio hanno ribadito le indicazioni fondamentali per gli esercenti e clienti al fine di guidarli in questi periodi di vendita straordinaria.

Secondo quanto riportato, in periodo di saldi la possibilità di effettuare il cambio della merce acquistata viene lasciata alla discrezionalità dell’esercente. L’unico caso universalmente riconosciuto per il cambio è quello in cui gli acquisti siano danneggiati o non conformi, d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 Codice del Consumo. L’esercente dovrà quindi cambiare la merce o, nel caso questa operazione non possa verificarsi per mancanza di un altro bene, provvedere alla restituzione del prezzo pagato. Si ricorda poi che i capi messi in saldo devo avere carattere stagionale ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Sul cartellino dovrà poi essere riportato sia il prezzo in saldo che quello d’origine.

Si ricorda, infine, la profonda differenza tra saldi, vendite promozionale e in liquidazione. A differenza delle vendite di fine stagione, quelle in liquidazione possono essere effettuate solo in presenza di cessione dell’azienda, chiusura dell’attività commerciale, ristrutturazione o rinnovo dei locali, trasferimento dell’azienda in altro locale. Occorrerà in questo caso informare il Comune di competenza dell’attività, il quale dovrà effettuare delle opportune verifiche. Il caso delle vendite promozionali, invece, riguarda i prodotti invenduti e – a differenza dei saldi – non sono soggette al rispetto di determinati periodi di tempo nel corso dell’anno. Mantengono comunque il requisito di dover essere a termine. Le Regioni possono, in tal senso, porre dei limiti alle vendite promozionali, ponendo un divieto alle stesse tra i 15 e i 40 giorni prima dei saldi.