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Il nuovo sistema europeo dei controlli alle frontiere torna al centro dello scontro tra compagnie aeree e Bruxelles. Ryanair ha chiesto alla Commissione europea di prorogare almeno fino ad aprile 2027 la possibilità per gli Stati membri di sospendere temporaneamente l’Entry/Exit System (EES) nei momenti di maggiore congestione. Per la compagnia, la piena applicazione dei controlli biometrici rischia di tradursi in code e disservizi negli aeroporti proprio mentre il traffico europeo resta su livelli elevati.

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Attese fino a tre ore negli aeroporti

La deroga è scaduta il 6 settembre e consentiva agli Stati di alleggerire temporaneamente i controlli quando i tempi di attesa diventavano eccessivi. Ryanair sostiene che durante l’estate si siano registrate attese fino a due-tre ore in scali come Cracovia, Lisbona, Milano e Roma, indicando tra le cause problemi ai chioschi automatici, carenza di personale e tempi di elaborazione ancora troppo lunghi. “The EU’s handling of EES has been a shambles from start to finish”, ha dichiarato il chief operating officer Neal McMahon.

Il nuovo sistema riguarda i viaggiatori extra Ue

L’EES è pienamente operativo dal 10 aprile 2026 e registra digitalmente entrate e uscite dei cittadini non Ue che effettuano soggiorni brevi nello spazio Schengen, raccogliendo anche immagine facciale e impronte digitali. Il sistema sostituisce progressivamente il timbro manuale sul passaporto e punta a rafforzare sicurezza e controllo delle frontiere. A luglio la Commissione indicava oltre 145 milioni di movimenti già registrati dal sistema.

Il nodo è la capacità degli aeroporti

La partita è soprattutto operativa. Il regolamento europeo aveva previsto la possibilità di sospendere parzialmente l’EES in presenza di guasti o di congestioni eccezionali, proprio per evitare che i nuovi adempimenti paralizzassero i valichi di frontiera. La Commissione, nel rapporto sullo stato di Schengen del maggio 2026, aveva segnalato difficoltà in alcuni Paesi legate ai sistemi self-service e alla gestione dei picchi di traffico, pur giudicando nel complesso efficiente il funzionamento dell’infrastruttura EES.

Compagnie e aeroporti temono nuovi costi

Per il settore aereo, tempi più lunghi ai controlli significano anche maggiore pressione su turnaround, coincidenze e personale, con possibili ricadute sull’efficienza degli scali e sull’esperienza dei passeggeri. Ryanair chiede quindi altri mesi per sistemare le criticità tecnologiche e rafforzare gli organici prima dell’applicazione senza deroghe. Bruxelles, al momento, non ha annunciato la proroga richiesta dalla compagnia: quella fino ad aprile 2027 resta quindi una richiesta di Ryanair, non una nuova scadenza europea già decisa.