Rutelli: «È cambiato tutto da allorama la piattaforma è la squadra»

“Chi deve governare oggi le grandi città deve mettersi su una lunghezza d’onda inedita. In cui forse il tema delle competenza non è insignificante”: Francesco Rutelli, di gran lunga il sindaco di Roma più rimpianto di sempre, non parla volentieri di Campidoglio. Non fa nomi e non si atteggia a padre nobile. Nemmeno nel suo nuovissimo libro, “Tutte le strade partono da Roma» (Laterza, foto di A. Jemolo, pp.248, 16 euro).

Almeno l’identikit del nuovo sindaco ideale…

Il tema attuale è condizionato dallo spaventoso indebolimento dei partiti e dal fatto che c’è un’alleanza politica nel Paese che se vuole arrivare a fine legislatura passa anche attraverso accordi comunali: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna…

Ok, ma nel merito?

Tale è la complessità e la competizione e tali le novità che la pandemia ha portato, imponendo di ripensare tutti i fatti urbani e metropolitani (dai trasporti al commercio, ai servizi, alla scuola, alla sanità, agli uffici, alla residenza…); e il tutto in chiave doppia, digitale, sostenibile… che la vita della città va ripensat0 drasticamente, siamo ancora un riflesso analogico della società digitale in cui stiamo già vivendo e che va molto oltre…

Nessun consiglio?

Ci sarebbero  tutte le risorse per una rivoluzione in atto che si traducesse nella vita concreta… ma la piattaforma per le città è che ci sia una squadra. Ai ragazzi della Scuola di servizio civico, 60 giovani futuri amministratori, raccontiamo come la Carta di Atene del’31 abbia dato nuovi parametri di spazio e luce. Oggi non viviamo più in città come quella che ho amministrato io.