Crisi finanziarie e tensioni politiche

Nell’ultima seduta della settimana l’attenzione dei mercati si è concentrata sugli sviluppi della guerra in Ucraina, che si protrae da oltre 90 giorni, e sui dati macroeconomici statunitensi, che hanno attenuato i timori di un rallentamento dell’economia a stelle e strisce dopo la deludente lettura del Pil nel primo trimestre.

I negoziati tra russi e ucraini sono in stallo da tempo

Il presidente russo, Vladimir Putin, in una conversazione telefonica con il cancelliere austriaco, Karl Nehammer, “ha sottolineato che Kiev ha sabotato il processo negoziale tra i rappresentanti di Russia e Ucraina“. E secondo il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, «i negoziati al momento sono congelati per decisione e secondo la linea scelta dalla parte ucraina, che e’ in assoluto contrasto con le dichiarazioni di Zelensky» che di recente ha espresso la necessita’ di colloqui con Mosca.

Precedentemente il presidente ucraino, Volodymyr Zelensy, nel corso di un intervento virtuale ad una conferenza in Indonesia, aveva accusato la Russia di non volere “veri colloqui di pace” e di “non essere interessata a mettere fine alla guerra in Ucraina”.

Gli Stati Uniti sperano, l’Italia attende il nuovo rating

Sul fronte economico, l’attenzione è stata catalizzata dai dati macro statunitensi che hanno registrato una frenata dell’inflazione ad aprile che fa sperare che il picco sia stato raggiunto. E nonostante i segnali di un indebolimento della domanda, i consumatori statunitensi hanno continuato a spendere il mese scorso. La spesa per i consumi e’ aumentata piu’ del previsto, grazie all’incremento degli acquisti di beni e servizi da parte delle famiglie e al rallentamento della corsa dei prezzi al consumo, che potrebbe sostenere la crescita economica nel secondo trimestre tra i crescenti timori di recessione. A rendere più rosee le prospettive a breve termine dell’economia sono stati inoltri i dati forniti dal Dipartimento del Commercio, che hanno mostrato una forte riduzione del deficit commerciale il mese scorso.

Sul fronte interno, c’è attesa per il giudizio dell’agenzia di rating Fitch che a mercati chiusi si pronuncierà sul merito di credito sovrano dell’Italia, che allo stato attuale è a ‘BBB’ con outlook stabile.