Piena apertura del Governo e delle istituzioni alle proposte formulate dal sindacato autonomo Snalv Confsal in merito alla riforma sull’assistenza agli anziani nelle Rsa, il cui iter di approvazione è appena iniziato. E’ quanto è emerso oggi a Roma, durante il convegno sulle residenze sanitarie assistenziali Rsa, organizzato dalla sigla sindacale e introdotto dai saluti del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, alla presenza della Coordinatrice nazionale della “Commissione politiche sociali” della Conferenza delle Regioni, Emma Staine, dell’Assessore della Regione Lazio a servizi sociali, persona e disabilità, Massimiliano Maselli, del già ministro del lavoro e presidente dell’associazione “Lavoro & welfare, Cesare Damiano, del presidente di Anaste, Sebastiano Capurso e del segretario generale Confsal, Raffaele Margiotta.

Lavoro nelle Rsa, le proposte del sindacato Snalv

“La conferenza delle regioni sta lavorando per offrire standard adeguati di assistenza socio-assistenziale a tutte le regioni” ha dichiarato Emma Staine, che è anche assessore alle Politiche sociali della regine Calabria. “Stiamo cercando di risolvere tutte le diseguaglianze nazionali. Dobbiamo, innanzitutto, investire nella formazione del personale socio-sanitario, come sottolinea, giustamente, Snalv Confsal”.

Governo e istituzioni approvano le proposte 

“Ci vuole un’alleanza tra pubblico e privato, in cui il privato svolga un ruolo predominante” ha rimarcato Cesare Damiano. “Va diminuita la pressione fiscale, bisogna aumentare i salari del personale del comparto socio-assistenziale e puntare su welfare, con politiche di sostegno per anziani e bambini. Sposo in pieno la battaglia che Snalv Confsal sta portando avanti con caparbia e ragionevolezza”. Per l’assessore Massimiliano Maselli, “è indispensabile investire su assistenza territoriale e di prossimità per arrivare a una “vera e propria” presa in carico dell’utente”. “La Regione Lazio sta andando proprio in questa direzione, ma ha bisogno di collaborare con tutte le istituzioni e le componenti della comunità economica e sociale, a partire dai sindacati”.

Rsa, parità retributiva tra pubblico e privato

“Il sistema di welfare italiano non è pronto a farsi carico dei bisogni di una popolazione sempre più longeva e i professionisti che operano nelle Rsa subiscono un’ingiustificabile disparità di trattamento rispetto ai colleghi del pubblico impiego, con stipendi inferiori anche di 300 euro al mese, a causa di normative regionali disomogenee e standard organizzativi inadeguati” afferma il Segretario generale Snalv Confsal, Maria Mamone. “Per questo abbiamo convocato a Roma una rappresentanza di lavoratori iscritti al Sindacato per presentare, alle Istituzioni ed alle altre parti sociali, un documento programmatico con analisi e proposte”.

Assistenza anziani in Italia, riforma in parlamento

Da tempo Snalv Confsal ha avviato un dialogo con i Ministeri della salute e del Lavoro, la conferenza delle regioni e le singole regioni per risolvere le problematiche del settore socio-sanitario. Un percorso che ha portato oggi all’approvazione della piattaforma, “i cui contenuti ci auguriamo vengano recepiti nell’impianto della riforma che riguarda gli anziani, al momento all’esame del Parlamento”, conclude Maria Mamone.