Parte il conto alla rovescia per la rottamazione quinquies dei debiti affidati alla riscossione dagli enti territoriali. Per migliaia di contribuenti si apre la possibilità di verificare l’accesso alla definizione agevolata anche per carichi legati a tributi e altre entrate locali, dall’Imu alla Tari fino alle multe e, nei casi interessati, al bollo auto. La platea coinvolge quasi 1.500 enti, il cui elenco è stato reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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Quasi 1.500 enti nell’elenco

Nel dettaglio, la lista comprende 1.481 Comuni, ai quali si aggiungono 5 Regioni, 11 tra Province e città metropolitane e 4 Unioni di Comuni. Una platea molto ampia che permette ai contribuenti di effettuare una prima verifica sull’eventuale presenza del proprio ente tra quelli interessati dalla nuova definizione. L’elenco è stato pubblicato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, nonostante non fosse previsto uno specifico obbligo di legge. L’obiettivo è rendere più semplice l’individuazione delle posizioni potenzialmente interessate e consentire ai cittadini di capire in anticipo se i propri debiti locali possono rientrare nella procedura.

Da Imu e Tari alle multe

La rottamazione può riguardare diverse tipologie di entrate locali affidate alla riscossione. Tra quelle di maggiore interesse per famiglie e contribuenti ci sono Imu, Tari e sanzioni per violazioni del Codice della strada. Per le Regioni può entrare in gioco anche il bollo auto, sempre in relazione ai carichi che rispettano i requisiti previsti dalla definizione. La presenza dell’ente nell’elenco, però, rappresenta soltanto il primo elemento da controllare. Occorre infatti verificare il singolo carico e il soggetto che lo ha affidato alla riscossione, per stabilire se il debito rientri effettivamente nel perimetro della sanatoria.

La tabella aiuta a verificare i debiti

La lista pubblicata da Ader non indica soltanto la denominazione degli enti. Nella tabella vengono riportati anche gli eventuali soggetti terzi che, per conto di Comuni, Regioni o altri enti territoriali, hanno affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione carichi che possono rientrare nella definizione agevolata. È un dettaglio importante perché la gestione della riscossione delle entrate locali può essere affidata a soggetti differenti. La tabella consente quindi di ricostruire con maggiore precisione chi ha affidato il carico e verificare la possibile applicazione della rottamazione quinquies.

Parte la verifica per i contribuenti

Per chi ha vecchie pendenze locali, il primo passaggio diventa dunque controllare la presenza del proprio ente nell’elenco e successivamente verificare la posizione debitoria. Con quasi 1.500 amministrazioni coinvolte, la rottamazione quinquies assume una dimensione significativa anche sul fronte della fiscalità territoriale.