rottamazione

Nessuna nuova chance per i contribuenti decaduti dalla rottamazione quater. Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera non hanno votato l’emendamento presentato dalla Lega al decreto Milleproroghe che puntava a riaprire i termini per chi non ha versato la rata del 30 novembre 2025.

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Tutti i dettagli sulla rottamazione quater

La proposta prevedeva lo slittamento del pagamento al 28 febbraio 2026, consentendo ai contribuenti riammessi ma inadempienti di rientrare nel piano agevolato. Una riformulazione presentata in extremis estendeva ulteriormente la platea, includendo anche i decaduti dalla definizione agevolata per il mancato versamento della rata di novembre.

Le reazioni politiche e il possibile nuovo intervento

Il primo firmatario dell’emendamento, il deputato della Lega Alberto Gusmeroli, intervenuto in commissione per chiedere la votazione delle proposte riformulate, ha sottolineato che l’iniziativa aveva ottenuto il parere favorevole del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef).

Secondo quanto dichiarato, la misura potrebbe essere riproposta in un “prossimo veicolo” legislativo, lasciando quindi aperta la possibilità di un nuovo intervento normativo nei prossimi mesi.

Impatto economico e fiscale

Dal punto di vista economico, la riapertura della rottamazione quater avrebbe avuto un duplice effetto: da un lato, offrire respiro finanziario ai contribuenti in difficoltà; dall’altro, garantire allo Stato un flusso di entrate certo, seppur dilazionato.

La decisione di non votare l’emendamento nel Milleproroghe riflette probabilmente valutazioni di equilibrio dei conti pubblici e di coerenza con la programmazione finanziaria. In un contesto di attenzione alla sostenibilità del bilancio, ogni intervento sulla definizione agevolata delle cartelle comporta una stima puntuale degli effetti su gettito e cassa.