L’intelligenza artificiale continua a conquistare nuovi spazi, compreso quello dell’istruzione, settore considerato uno dei principali mercati di sviluppo per le tecnologie generative e la robotica umanoide. Tuttavia, l’adozione di questi strumenti non dipende soltanto dalle capacità tecniche o dagli investimenti economici: fiducia, trasparenza e reputazione delle aziende coinvolte stanno diventando fattori determinanti. Lo dimostra il caso del Salamanca City Central School District, nello Stato di New York, dove un progetto destinato a portare il primo robot umanoide in una scuola pubblica americana è stato sospeso prima ancora di entrare in funzione.
Un investimento da 58 mila dollari per innovare la didattica
Il distretto scolastico, che accoglie circa 1.400 studenti nella riserva Allegany della Seneca Nation, aveva approvato un investimento di quasi 58 mila dollari per acquistare “Sally”, robot umanoide sviluppato dalla società canadese Realbotix. L’obiettivo non era sostituire i docenti, ma affiancarli nelle lezioni di coding, robotica e discipline scientifiche, offrendo agli studenti un nuovo strumento di apprendimento e sperimentazione. Un progetto che puntava anche a ridurre il divario tecnologico di una comunità rurale tradizionalmente lontana dai grandi investimenti nel digitale.
Il ruolo degli studenti e le rassicurazioni sulla privacy
Uno degli elementi distintivi dell’iniziativa era il coinvolgimento diretto degli studenti nella progettazione del robot. Sono stati proprio i rappresentanti del consiglio studentesco a definire aspetto, personalità e caratteristiche dell’assistente digitale, scegliendo un modello dall’aspetto umano e scartando l’ipotesi di una semplice testa robotica, ritenuta troppo inquietante. Secondo il sovrintendente Mark Beehler, Sally avrebbe operato esclusivamente su una rete interna, senza accesso a Internet e senza registrare le conversazioni degli studenti, garantendo così la tutela dei dati personali.
Le perplessità delle autorità e il blocco del progetto
Le rassicurazioni non sono bastate a dissipare i dubbi. La commissaria all’Istruzione dello Stato di New York, Betty A. Rosa, ha espresso forti preoccupazioni riguardo all’impiego di un robot umanoide in ambito scolastico, sottolineando anche una presunta incoerenza nella comunicazione del distretto. Se da una parte Sally veniva presentata come semplice supporto tecnologico, dall’altra alcuni documenti la descrivevano come una vera piattaforma di tutoraggio, alimentando interrogativi sul ruolo effettivo che avrebbe potuto assumere nelle attività didattiche. Dopo la lettera della commissaria, il progetto è stato sospeso in attesa di ulteriori verifiche e di un confronto con la comunità scolastica.
Il peso della reputazione aziendale sul mercato dell’AI
A complicare ulteriormente la vicenda è stato il profilo della stessa Realbotix. L’azienda, fino al 2024 operava principalmente nel settore delle criptovalute prima di riconvertirsi alla produzione di robot umanoidi. Inoltre, una società controllata dal medesimo gruppo realizza bambole sessuali dotate di intelligenza artificiale, elemento che ha alimentato ulteriori polemiche e sollevato interrogativi sulla reputazione del produttore. Un aspetto che evidenzia come, nell’economia dell’intelligenza artificiale, il valore di un progetto non dipenda soltanto dalla tecnologia o dagli investimenti, ma anche dalla credibilità del marchio e dalla fiducia che riesce a trasmettere a istituzioni, famiglie e opinione pubblica.
















