Secondo Giorgia Meloni se crolla la natalità crolla anche il sistema pensionistico

«Sono convinta che il Pnrr debba rivedere i suoi obiettivi e chissà se nella revisione – ha ribadito la leader di Fdi – non si possa inserire il tema della famiglia, a meno che questa non sia considerata un nemico. Siamo in una società dove i figli sembrano essere diventati un fardello».

Con queste affermazioni Giorgia Meloni, ospite degli Stati generali della natalità, ha confermato la necessità di rivedere il Pnrr. Meloni ha anche aggiunto che «Draghi dovrebbe andare in Europa a rivedere questi obiettivi altrimenti rischiamo di essere spacciati. Se non facciamo figli, crolla tutto il sistema di produzione economico, con sempre più persone da mantenere dal punto di vista pensionistico».

«Non possiamo scandalizzarci per le parole di Elisabetta Franchi – ha anche commentato Giorgia Meloni – che dice una cosa che pensano in tanti e tanti fanno. Noi non risolviamo scandalizzandoci ma se aiutiamo gli imprenditori a scaricare il loro peso della maternità in termini di contributi per cui dovrebbe intervenire lo Stato». 

Anche il Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, ha affermato che «Serve fare molto di più per garantire un effettivo sostegno alla genitorialità». Il Pnrr ha delle direttrici molto importanti su donne e giovani, ma dobbiamo fare di tutto per raggiungere il livello di quei Paesi europei che riescono ad avere i tassi di natalità più alti dei nostri».

Tra le misure indicata dal Viceministro all’Economia Castelli, l’Iva agevolata sui prodotti dell’infanzia, che potrebbe essere indicata a Bruxelles entro luglio per delineare la riforma europea dell’Iva. «Credo anche che sia necessario chiedere all’Europa di implementare e rimodulare un piano come Sure – un Sure 2.0 – che durante la pandemia ha funzionato molto bene e che investa, per i prossimi 10 anni, con l’obiettivo natalità. Ci consentirebbe di realizzare, a livello europeo, un piano concreto da proiettare nel tempo».

Acronimo di Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency, Sure è stato uno strumento in grado di erogare fino a 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti a condizioni di favore ai Paesi che ne hanno avuto necessità.

Durante il periodo Covid sono state molte le aziende che hanno messo a disposizione dei propri dipendenti una nuova serie di vantaggi quali spazi appositi ma anche bonus ferie o voucher da spendere in asili privati, una sorta di nuovo welfare.