Federica Brancaccio, presidente Ance

Ritardi pagamenti Pa, Ance: in occasione dell’audizione di Ance presso la commissione Politiche dell’unione europea della Camera sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, l’associazione ha sottolineato che a partire del 2010, in particolare, il settore è stato gravemente colpito dal fenomeno dei ritardati pagamenti, a causa dell’applicazione delle regole del Patto di stabilità interno. Ancora oggi facciamo parte dell’Osservatorio europeo sui pagamenti, partecipando attivamente al Forum degli stakeholders. A 12 anni dall’approvazione della Direttiva 2011/7/UE, il risultato è che i ritardati pagamenti, in particolare della Pubblica Amministrazione, continuano a rappresentare un elemento di forte criticità per le imprese di costruzione. I tempi di pagamento sono ancora lunghi, nell’ordine di 4/5 mesi ma, tuttavia, si sono dimezzati rispetto al picco che si era registrato nelle annualità 2013 e 2014.

Ritardi pagamenti Pa, Ance: le prassi gravemente inique nei confronti delle imprese di costruzione

Per i costruttori di Ance le Pubbliche Amministrazioni continuano a mettere in atto prassi gravemente inique nei confronti delle imprese di costruzione, come ad esempio la richiesta di accettare, in sede di contratto, tempi di pagamento superiori a 60 giorni; di ritardare l’emissione dei SAL o l’invio delle fatture; di rinunciare agli interessi di mora in caso di ritardo. Appare quindi urgente adottare nuove misure per risolvere il problema dei ritardati pagamenti in Italia e, principalmente, nel settore delle costruzioni. I mancati pagamenti della P.A. provocano importanti effetti negativi sull’occupazione e sugli investimenti nel settore e, più in generale, sul funzionamento dell’economia. Ciò induce le imprese a dover assumere tutta una serie di decisioni per far fronte alla mancanza di liquidità, come ad esempio la richiesta di anticipo delle fatture in banca; la dilazione dei tempi di pagamento ai fornitori o sub appaltatori; la riduzione degli investimenti dell’impresa; l’autofinanziamento; la richiesta di finanziamento a breve in banca.