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RICCARDO COLOMBANI SEGRETARIO GENERALE FIRST CISL

Il risparmio deve alimentare l’economia reale. La proposta arriva dal segretario della  First Cisl Riccardo Colombani, che pensa a un fondo nazionale di investimento, che convogli il risparmio dei privati verso l’economia reale. Gli elementi alla base sono la trasparenza nella relazione tra clienti e intermediari  e la consulenza su base indipendente. Tra gli elementi che caratterizzano questa proposta ci sono la  partnership pubblico-privata, che deve stare alla base del fondo, che dovrà comprendere banche, assicurazioni, industria del risparmio gestito e fondi pensione. «Secondo le previsioni del governo contenute nel Def nel prossimo triennio il rapporto tra debito pubblico e Pil crescerà ancora. La sua riduzione non potrà però essere perseguita solo con avanzi primari delle pubbliche amministrazioni. È necessario quindi puntare su una crescita sostenuta nel tempo attraverso uno shock da investimenti privati. Per questo è fondamentale mobilitare il risparmio in favore della competitività di un tessuto produttivo chiamato alla sfida delle grandi transizioni, prima tra tutte quella ecologica. È un tema sul quale ormai si è delineato un ampio consenso». Lo ha dichiarato il segretario generale First Cisl Riccardo Colombani nel corso dell’evento organizzato da Investire, testata specializzata in finanza e risparmio, che si è tenuto oggi al Salone del Risparmio di Milano.

 

La trasparenza è fondamentale

Da sempre il risparmio è uno degli elementi che caratterizzano le famiglie italiane. «Per convincere gli italiani a spostare verso l’economia reale parte dei 5mila miliardi della loro ricchezza mobiliare va impostata in modo più trasparente la relazione tra intermediari e clienti. Fondamentale al riguardo – ha proseguito – è l’adozione di un questionario unico Mifid elaborato dalla Consob e l’adozione di un modello di consulenza su base indipendente, in grado di far evolvere una relazione prodotto-centrica, con focus sui singoli prodotti finanziari e con pressioni alla vendita, in un miglior processo di asset allocation basato su una vasta gamma di prodotti finanziari. Un obiettivo che rende cruciale il processo di formazione sistematico di lavoratrici e lavoratori».

Ha concluso, infine, Colombani: «Gli strumenti con i quali finora si è cercato di stimolare gli investimenti nel capitale d’impresa, come i Pir, si sono rivelati poco attrattivi come dimostra il calo continuo delle masse gestite. Quello di cui abbiamo bisogno è un’infrastruttura d’investimento che consenta, in una logica di sistema, di canalizzare il risparmio nell’economia reale in quantità ingenti e con modalità strutturate. Il Fondo nazionale di investimento nell’economia reale, che abbiamo proposto insieme alla Cisl, punta sulla partnership pubblico-privato. Alla regia pubblica, affidata a Cdp, vanno affiancate – ha concluso Colombani – banche, assicurazioni, l’industria del risparmio gestito e i fondi pensione».