Risparmi fermi in banca

Il 19% degli italiani non riesce ad accantonare dei risparmi. La metà non risparmia più di 100 euro al mese. Lo afferma uno studio della app finanziaria Revolut realizzato in collaborazione con la società di ricerche Dynata, secondo cui il 9% riesce a mettere da parte 500 euro al mese con picchi del 12% tra gli intervistati di età 45-54 anni. Il gap tra uomini e donne è molto ampio: solo il 7% delle donne sono super-risparmiatrici rispetto al 12% degli uomini.

Risparmi, in Italia il 19% non accantona nulla

Per 1 italiano su 3 l’autunno è un buon momento per iniziare a risparmiare o a investire. C’è chi ancora deve porre rimedio alle spese pazze delle vacanze (5%) e chi pensa che questo sia il periodo giusto per cominciare a essere più consapevoli della propria situazione finanziaria (28%), a differenza di chi preferisce rimandare simili programmi a gennaio (12%) con l’inizio del nuovo anno. Per quanto riguarda le tecniche che le persone utilizzano per risparmiare, tra le più comuni c’è la regola del 50/30/20, dove il 50% viene destinato alle spese necessarie (affitto, bollette, etc.), il 30% allo svago (cene al ristorante, serate con amici, etc.) e il 20% a risparmi e investimenti.

Donne più spendaccione degli uomini

Il 51% degli intervistati afferma di avere uno o più conti deposito in banche digitali, tradizionali o una combinazione tra le due. Il 14% ha aperto conti deposito esclusivamente in banche digitali. La fascia d’età che più ne fa uso è quella dei Millennial, con il 63% che afferma di averne almeno uno. Anche in questo caso la differenza tra uomini e donne è evidente: solo il 45% delle donne afferma di avere almeno un conto deposito, mentre tra gli uomini la percentuale sale al 57%.

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I conti deposito sono tra gli strumenti privilegiati

Quando si parla degli strumenti preferiti di investimento o risparmio, gli italiani sono più propensi a valutare i conti deposito (34%), seguiti da prodotti di deposito vincolato a 3, 6 o 12 mesi (27%). Il 31% degli intervistati si mostra interessato alle obbligazioni, tra chi preferisce quelle statali (21%) e chi i cosiddetti corporate bond (9%). Il settore degli investimenti non è immune alle frodi online di cui spesso gli utenti di internet cadono vittime. Quasi 2 italiani su 5 affermano di sapere poco sulle truffe che si verificano sulle piattaforme di investimenti e di volerne sapere di più, per essere preparati a riconoscerle nel caso in cui dovessero imbattercisi.