risparmi

L’impennata dell’inflazione che ha portato i tassi su nuovi massimi storici ha reso il credito più dispendioso e meno accessibile sia per la clientela privata che per le aziende. Pertanto, per far fronte al rialzo dei prezzi e creare una barriera contro l’inflazione, famiglie e imprese hanno dovuto utilizzare la liquidità a loro disposizione.

In effetti, secondo un rapporto realizzato da Unimpresa, lo stock dei finanziamenti al settore retail/privati è calato del 3% circa (-40 miliardi circa). Parallelamente la somma dei depositi e conti correnti è diminuita di circa 4 miliardi (-2%). Sono dati conto non condivisi dal mondo del credito in quanto non prendono in considerazione la cartolarizzazione dei prestiti, ovvero quelle operazioni finanziarie, disciplinata dalla legge, che consentono  la vendita di crediti vantati dalla banca, come mutui e prestiti personali, ad una società veicolo che corrisponderà all’istituto di credito  la liquidità corrispondente  al valore dei prestiti comprati, emettendo come  garanzia dei titoli obbligazionari riferiti ai finanziamenti.

LEGGI ANCHE: Quali sono i dieci conti correnti deposito migliori per risparmiare

Crollano i prestiti personali

Unimpresa in questo caso prende in considerazione solamente il credito iscritto a bilancio, ovvero quello ricavabile dalla relazione diretta  banca/cliente. Calano i crediti concessi dalle banche alle aziende (-4%), soprattutto quello a medio lungo termine destinati prevalentemente a finanziamenti (-7,805), mentre le linee di credito a breve scadenza crescono dello 0,60% e i prestiti con scadenza sino a 60 mesi rimangono pressoché invariati. Per quanto invece riguarda il comparto privati i prestiti subiscono una contrazione del 2% circa. Aumenta il credito al consumo (+ 3,10%) ma crollano i prestiti personali (-11%). In leggera contrazione i mutui ipotecari (-0,6%). Il peggioramento della situazione economica incide anche sulla capacità di risparmio degli italiani. Infatti, secondo l’ultimo rapporto dell’Eurispes solo un italiano su quattro risparmia, mentre il 35% deve attingere ai propri risparmi per arrivare a fine mese. Nel dettaglio utenze e affitto mettono in difficoltà le famiglie prima ancora delle rate di mutuo e spese mediche. Chi è in  difficoltà chiede spesso sostegno alla famiglia oppure ad amici e parenti mentre il 15% ha richiesto un finanziamento in banca.

LEGGI ANCHE: Superbonus: “Con lo spalma crediti in fumo del tutto i miei risparmi”

Tra rinunce e spese a rate la salvezza sono i risparmi

Si acquista parecchio a rate (40%), spesso su siti online a interessi zero. Sempre secondo Eurispes il bisogno di ridurre le spese comporta sovente la rinuncia a spese sanitarie rilevanti, alle volte imprescindibili per la salute. C’è chi rinuncia a cure dentali a visite mediche e a trattamenti estetici. Uno su quattro ha rinunciato a visite specialistiche o terapie mediche. Infine un italiano su tre dichiara un peggioramento della propria situazione economica mentre solo uno su sette riferisce un miglioramento.